Sabato 23 Febbraio 2019

La storia

Canile: tra difficoltà, adozioni attente e lasciti

Canile: tra difficoltà, adozioni attende e lasciti

Il canile di Acqui Terme è molto amato dalla comunità bollente. I cittadini ne seguono le vicende fornendo cibi, medicinali o tempo libero per rendere la permanenza cintata meno gravosa e più breve. La proprietà è della Casa comunale che sostiene solo le spese delle utenze e del veterinario. Il resto è prerogativa del Gruppo di volontariato tutela ed assistenza animali onlus, che di fatto provvede a tutto, dalla cattura agli affidamenti, all’alimentazione, alla pulizia, alla salute; in virtù di una convenzione, una trentina di volontari, a costo zero per la collettività, forniscono servizi di assistenza per i 103 ‘ospiti’.

La gestione del canile di Acqui è una pratica complessa nella quale si innestano diverse attività, dalla collaborazione con cooperative di tipo ‘B’, all’impiego di soggetti ‘messi alla prova’ o in lavori di pubblica utilità in esito a procedure giudiziali, all’opera di sensibilizzazione presso le scuole cittadine. Ci ha spiegato Adele Pronzato, presidente della no profit, che il reperimento di quanto necessario ai cani non è facile. Il cibo arriva da diverse fonti, in particolare dalla grande distribuzione (quanto non commerciabile per gli umani può diventare alimentazione per animali) e dalla colletta alimentare organizzata con altre associazioni nazionali. «Un grande sostegno ci arriva dalla cittadinanza che ci porta cibo, coperte e medicine che altrimenti dovremmo comprare» ha evidenziato l’intervistata. Di recente un socio ha addirittura destinato un lascito di 100mila euro alla onlus. Non tutto però è idilliaco. In città c’è chi lamenta eccessive difficoltà nell’adozione dei cani. L’intervista completa su Il Piccolo in edicola da oggi in edicola.

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