Martedì 19 Febbraio 2019

Scuola

Mense, aumento per ridurre i costi

L'assessore: "Certi servizi di pochi non li può pagare la collettività"

Mense, aumento per ridurre i costi

Cartello davanti alla scuola materna

La Giunta Comunale ha approvato gli importi delle tariffe relativi al servizio di refezione scolastica. Questi, invariati dal 2009, hanno subito un aumento di 50 centesimi sulla fascia più alta. Secondo Palazzo Levi questa innovazione permetterà di ridurre i costi che gravano su tutta la comunità. «Negli anni, gli oneri del servizio sono aumentati senza che vi sia stato un adeguamento commisurato della tariffa e ciò ha gravato su tutta la cittadinanza – hanno spiegato in un comunicato - Il costo del servizio per il Comune è infatti tra i 170mila e i 200mila euro l’anno. Gli oneri del servizio aumentano, quindi, di 50 centesimi per la fascia più alta e rimangono invariati per le due fasce più basse». Il mercuriale made in 5 stelle, commisurato all’Isee dei richiedenti, prevede: per chi ha un indicatore superiore a 5.164,57 euro i costi passano da 4 euro a 4,50; per ulteriori figli da 2 euro a 2,50. Per i contribuenti compresi tra i 4.028,37 a 5.164,56 euro rimangono invariati a 3 euro, per ulteriori figli a 1,50 euro. Anche per le famiglie con Isee sino a 4.028,36 euro rimane invariato: 2 euro e 1 euro per ulteriori figli. L’asilo nido avrà, come sempre, una tariffa unica a 2 euro.

«La scelta di far pagare poco i servizi a chi li usa e tanto agli altri cittadini non è logica – ha dichiarato l’assessore al Bilancio Mario Scovazzi – soprattutto se si tratta di servizi a domanda individuale. Ogni anno tutta la cittadinanza paga tra i 170mila e i 200mila euro l’anno. Non è immaginabile che certi servizi, usati da una stretta minoranza di cittadini, siano pagati per oltre due terzi dalla collettività. Si tratta comunque di un aumento leggero, in attesa di marzo per rivedere sia le tariffe sia gli indicatori Isee per razionalizzare al meglio i costi del servizio. Nonostante i prezzi della mensa siano leggermente cresciuti, rimangono tra i più bassi dell’alessandrino».

 

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