Sabato 23 Marzo 2019

Il caso

Bello andare in bici, ma dove la parcheggio?

Bello andare in bici, ma dove la parcheggio?

Si parla tanto di mobilità alternativa, spostamenti sostenibili e stili di vita sani. La bicicletta è oggi l’oggetto delle blandizie di politici a tutti i livelli, protagonista di mille progetti, alcuni ciclopici come la pista ciclabile Ven-To, Venezia Torino, altri più modesti e locali, tutti vocati ad innestare le due ruote nella quotidianità nostrana. Bene; ma quando mi fermo, dove parcheggio la bici? Eh si, perché in giro per la città bollente di rastrelliere dove infilare le ruote ce ne sono davvero poche.

Nessuno ha pensato ai turisti; le località più interessanti dell’offerta acquese ne sono sprovviste. Sorte triste anche per i lavoratori. In città le rastrelliere si contano sulla punta delle dita e negli snodi dei mezzi pubblici, ad esempio al Movicentro (punto nevralgico degli spostamenti su gomma) sono assenti; più fortunati (si fa per dire) quelli che prendono il treno. Alla stazione c’è una rastrelliera ma la copertura, in cattivissime condizioni, rischia di crollare in testa al parcheggiatore. Per gli studenti, sorti altalenanti.

Ad eccezione delle nuove medie ‘Bella’ e ‘Monteverde’ (dove le rastrelliere sono state installate di default con le nuove costruzioni) e le superiori ‘Montalcini’, le altre ne sono prive: ‘Parodi’, ‘Saracco’, ‘Fanciulli’. Ironico il caso della ‘San Defendente’, una scuola nel quartiere più popoloso di Acqui, che all’ingresso offre solo sette stalli. Al mattino, per gli studenti ciclisti sarà una competizione accaparrarsi un posto. Per gli altri, pali e ringhiere.

 

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