Lunedì 11 Dicembre 2017

Il report

Amag, i numeri adesso sorridono. E i crediti calano

Amag, i numeri adesso sorridono.  E i crediti calano

Il presidente di Amag, Stefano De Capitani, con l’amministratore delegato, Mauro Bressan

Sono stati approvati venerdì il Bilancio consolidato 2016 del Gruppo Amag e il Bilancio d’esercizio 2016 aggregato per la holding e le società nate dallo scorporo avvenuto durante l’anno (Amag reti idriche e Amag reti gas). «Non possiamo che essere soddisfatti - sottolinea il presidente, Stefano De Capitani - perché oggi siamo davvero una multiutility, nonostante nel 2014 Amag Ambiente e Amag Mobilità non fossero previste. Invece, il piano di riorganizzazione è stato completato e possiamo guardare al futuro con numeri importanti».
A presentarli, è l’amministratore delegato Mauro Bressan, che comincia con un raffronto tra 2012 e 2016: «Cinque anni fa aveva 4,7 milioni di euro di debiti, 10,3 milioni di debiti tributari e oltre 11 milioni di debiti verso i fornitori, con una posizione finanziaria netta negativa per 29,3 milioni e crediti scaduti per 26,2 milioni, oltre a una totale assenza di struttura organizzata, di deleghe e di relazioni industriali, per non parlare di un insufficiente controllo degli appalti. Oggi - prosegue - i crediti scaduti sono passati a 18,8 milioni di euro, mentre quelli per i fornitori sono attestati a 6,6 milioni, con un margine operativo lordo di 13,2 milioni (38 per cento dei ricavi) e un utile netto di 2,5 milioni (7,2 per cento dei ricavi)».

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