Sabato 23 Febbraio 2019

La storia

Agnolotto docet: quando si cucina niente va sprecato

Agnolotto docet: quando si cucina niente va sprecato

I ragazzi di Ciofs ed Enaip tra l’assessore regionale Monica Cerutti e Luciana Taverna dell’Urp di Alessandria

Chi ha inventato l’agnolotto lo ha fatto probabilmente per riciclare cibo avanzato, trasformandolo in ripieno.

‘Quattro stagioni’, iniziativa promossa dalla sede alessandrina della Regione Piemonte, è anche questo: promuovere buone pratiche per contrastare gli sprechi alimentari. Che poi si tratti di agnolotti, di una qualunque pasta ripiena, ma anche di secondi ‘rivisti’ a dovere poco importa. Conta, soprattutto, la filosofia di un progetto che è nato a Torino, ha coinvolto la Valle d’Aosta e che, nella nostra città, ha trovato linfa grazie, in particolare, a Luciana Taverna, motore di ‘Quattro stagioni’, una macchina che pupò viaggiare solo grazie al coinvolgimento di venti sigle, tra associazioni, enti, patronati, scuole (anche ‘Il Piccolo’ rientra nel novero dei partner).

Ieri, nella sede di via Guasco, è stato fatto il punto della situazione di un progetto che ha radici nel 2014, che ad Alessandria si è già sviluppato con alcuni eventi, e che riprenderà il 26 settembre, quando lo chef stellato Andrea Ribaldone sarà ai fornelli della mensa della Caritas di via delle Orfanelle, affiancato da studenti di Ciofs ed Enaip, ovvero gli istituti professionali in cui si insegna l’arte della cucina. In menù esclusivamente prodotti bio e a ‘km 0’, offerti da Cia e Confagricoltura.

Sul 'Piccolo' in edicola tutti gli approfondimenti. 

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