Mercoledì 19 Giugno 2019

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L'alpino

Un cavillo blocca il processo: l’odissea di Luca Barisonzi

Un cavillo blocca il processo: l’odissea di Luca Barisonzi

La Cassazione nel processo Eternit-uno aveva evidenziato che non sempre diritto e giustizia vanno a braccetto. Ed anche la vicenda giudiziaria di Luca Barisonzi l’alpino che il 18 gennaio 2011 rimase paralizzato, essendo stato colpito al collo ed al torace, dalle raffiche di un infiltrato talebano in un avamposto della base di Bala Murghab in Afghanistan pare dire la stessa cosa.

Nell’attentato morì un altro alpino, Luca Sanna, di 33 anni. L’assassino e feritore ha un nome, Gulob, figlio di Allah Mir. Ma il processo a suo carico, davanti alla Corte d’Assise di Roma non riesce a decollare: non c’è prova, ai sensi della nostra procedura penale, che il soggetto sia a conoscenza che esiste un procedimento a suo carico. E a lui, guerrigliero omicida, che forse non è ancora in vita, non è stato mai possibile notificare nulla, e non si sa neanche dove sia, oltre tutto, essendo quella una zona di guerra.

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