Venerdì 24 Maggio 2019

La storia

In corsa per non dimenticare ‘Pica’ e le vittime d’amianto

In corsa per non dimenticare ‘Pica’ e le  vittime  d’amianto

Strada alla Diga lungo il canale Lanza, di fianco all’Eternit

Piercarlo Busto era un atleta. Correva. E correva forte, tanto che a Casale negli anni Ottanta quando chiedevi nell’ambiente delle corse podistiche chi fossero i più forti, i ‘fuoriclasse’ ti sentivi dire “Busto e Caligaris’. Per lui, purtroppo, la ‘terra è lieve’ dal 1988. Se n’è andato colpito dal più terribile dei mali d’amianto, il mesotelioma pleurico, quando aveva 33 anni e non aveva mai lavorato un giorno nella ‘fabbrica della morte’, lo stabilimento Eternit di via Oggero.

Era, infatti, impiegato di banca a Morano sul Po. Però per allenarsi correva, come facevano tutti allora, lungo il Canale Lanza sino all’altezza della diga, costeggiando lo stabilimento che, verso sera, liberava i suoi fumi. All’epoca fu choccante il manifesto funebre nel quale i fratelli Giuliana, Mario ed Italo chiamarono in causa direttamente l’Eternit.

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