Lunedì 16 Luglio 2018

Novi Ligure

Scandalo fustelle, udienza rinviata a novembre

Il caso della farmacia Ex Ospedale scoppiato dopo l'irruzione delle 'Iene'

Scandalo fustelle, udienza rinviata a novembre

È stata rinviata perché mancavano dei testi che il giudice considera di riferimento.
L’udienza è quella in corso presso il Tribunale di Alessandria che riguarda la truffa delle fustelle nella Farmacia ex Ospedale di Novi dove, nel gennaio 2012, fecero irruzione gli inviati del programma televisivo ‘Le Iene’, in onda su Italia Uno, che documentarono allo scopo di fare informazione televisiva, come avveniva la truffa delle fustelle staccate dalla scatola delle medicine e fissate su ricette ‘compiacenti’.
La testimone Nadia Toffa.
In seguito a quei fatti è scattata l’indagine della magistratura alessandrina affidata ai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Alessandria.
Il processo è iniziato il 30 settembre del 2016, dopo 1616 giorni di indagini, corrispondenti a 4 anni e 5 mesi, poi si sono dovute attendere alcune udienze per vedere sul banco dei testimoni la giornalista Nadia Toffa de “Le Iene” che ha risposto alla convocazione del giudice dopo il rinvio di alcune udienze.
Quella in programma martedì scorso era un’udienza particolarmente attesa perché era previsto l’interrogatorio dei medici Francesco Bonomo e Giacomo Burrone (difesi dall’avvocato Vincenzo Ferrarese di Novi Ligure); Nicoletta Zanni (difesa dall’avvocato Daniele Amapane di Novi Ligure) e Gian Erminio Dagna (difeso da Piero Monti di Alessandria) che devono rispondere di truffa e falsità ideologica perché sospettati di aver scritto le ricette compiacenti sulle quali venivano poste le fustelle per ottenere il rimborso dal Servizio sanitario nazionale.
Una storia da chiarire.
I medici non erano in aula martedì, ma l’udienza del processo è stata rinviata perché mancavano altri due testi dal cui interrogatorio il giudice che presiede il processo, Claudia Seddaiu, intende capire se corrisponde al vero quanto portato a conoscenza dal programma televisivo ‘le Iene’ con tanto di registrazione effettuata dal loro gancio ‘imbucato’ in farmacia, al riguardo della preparazione di un medicinale senza utilizzare l’esatto dosaggio dei composti indicati dalla ricetta. «Il ragazzo ha lavorato in farmacia una decina di giorni - aveva spiegato la Toffa durante la sua deposizione -. Il primo giorno lavorò nel retrobottega, e già da qual momento la dottoressa Lavezzaro iniziò a chiedergli di togliere le fustelle, senza spiegare il motivo».
Il grande quesito.
Quello della preparazione di un medicinale è l’altro grande capo d’accusa del quale devono rispondere la principale imputata Pierfrancesca Lavezzaro, che all’epoca dei fatti risultava titolare e direttrice della Farmacia ex Ospedale di Novi Ligure. È accusata di truffa e falsità materiale ed ha affidato la sua difesa dall’avvocato Tino Goglino di Alessandria. Anche sua figlia Valentina Bona, farmacista che lavorava nello stesso esercizio per la vendita di medicine, è imputata al processo che oggi vede l’inizio della fase dibattimentale, con l’accusa di truffa. È difesa dall’avvocato Giuseppe Cormaio.
In seguito al rinvio dell’udienza di martedì scorso il processo è stato aggiornato a martedì 21 novembre.
Slitta la discussione
Di conseguenza slitta la discussione finale che adesso è calendarizzata per martedì 6 febbraio. E non dovrebbe subire ulteriori rinvii, perché c’è il rischio della prescrizione dei reati.

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