Lunedì 09 Dicembre 2019

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

novi ligure

Pernigotti, nuovo stabilimento? Via libera di Cabella

Il sindaco ha già annunciato la "massima disponibilità" ad assecondare le richieste dell'azienda, se rimarrà in città

pernigotti stabilimento

NOVI LIGURE — «Massima disponibilità a livello urbanistico» da parte dell'amministrazione comunale, nel caso in cui la Pernigotti intenda costruire un nuovo stabilimento, «a condizione che la produzione rimanga nel territorio di Novi a sostegno dell’occupazione». Lo ha detto il sindaco Gian Paolo Cabella, partecipando giovedì pomeriggio al vertice convocato al ministero dello Sviluppo economico. Quella di costruire un nuovo stabilimento è una delle ipotesi messe in campo dal direttore finanziario di Pernigotti, Pier Luigi Colombi, insieme alla «ristrutturazione dello stabilimento esistente» e alla «ricerca di un edificio idoneo a una ricollocazione».

Tutto però è subordinato all’effettivo rispetto del piano industriale presentato al Mise. Il piano prevede l’efficientamento della produzione, che potrà contare anche su una collaborazione con la cooperativa Spes di Torino e il gruppo Optima, capace di garantire un aumento dei volumi produttivi. L’azienda, inoltre, prevede di trasferire a Novi le produzioni di creme e tavolette attualmente realizzate in Turchia.

Nelle linee guida del nuovo piano industriale 2020-2024 non sono però state fornite informazioni sulle risorse finanziarie necessarie e sui piani di produzione. «Al momento l’aspetto positivo di questa vicenda è che 70 lavoratori sono al lavoro e insieme a loro anche i 60 stagionali, inizialmente messi da parte dalla trattativa – dice Pietro Pellegrini della segreteria nazionale Uila-uil – Tuttavia il piano industriale presentato ci sembra una dichiarazione d’intenti con percorsi ancora tutti da definire e che non ci rassicura circa la produzione post natalizia». Ricorda Pellegrini: «Nel piano mancano le risorse che saranno messe in campo per realizzare gli investimenti e attuare le buone intenzioni commerciali e produttive che il gruppo propone».

Più ottimista la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde, che ha presieduto il vertice insieme al vice capo di gabinetto Giorgio Sorial. Secondo Todde, dall’incontro è emerso «un quadro positivo» perché i Toksoz hanno «riconosciuto il valore dello storico marchio del Made in Italy» e hanno «confermato il proprio impegno a rilanciare il sito di Novi, ampliando le produzioni e salvaguardando i lavoratori». Non va però dimenticato che giusto un anno fa i Toksoz la fabbrica la volevano chiudere. Se le cose sono cambiate è grazie alla cessione al gruppo Optima del comparto I&P (prodotti per gelaterie e pasticcerie), un affare da 20 milioni di euro.

Il piano industriale, dicono ancora dal ministero, «sarà accompagnato da investimenti sul personale, con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, per i quali il ministero del Lavoro convocherà a breve le parti». Azienda e sindacati dovrebbero tornare a Roma all’inizio del prossimo mese, per firmare la cassa integrazione “per riorganizzazione aziendale” e prorogarla di un anno. Quella attualmente in essere, concessa “per cessazione”, scadrà infatti il 5 febbraio prossimo.

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