Lunedì 23 Aprile 2018

Calcio - Grigi

'La società ha creduto in me. Voglio ripagarla'

Ionut Pop è pronto a mettersi in gioco. "La concorrenza mi stimola"

Alessandria Pop

Ionut Pop portiere romeno cresciuto nel vivaio della Roma, pronto per la nuova avventura in grigio

Tutto in dieci giorni. "C'è stato il primo contatto con il direttore sportivo Sensibile. La società ha dimostrato di credere in me, mi ha proposto un progetto in più stagioni, che mi responsabilizza molto e mi dà grandi stimoli. Voglio fare il massimo per ripagare chi ha così tanta fiducia in me. La proposta di un triennale dall'Alessandria, significa molto, è un attestato di considerazione". Ionut Pop non si sente secondo: non è presunzione, solo la determiazione di mettersi in gioco per un ruolo che, nel calcio professionistico, ha già interpretato alla Fidelis Andria. "Categoria impegnativa: ho conosciuto società molto importanti, e anche tifoserie molto calde, che vivono il calcio in maniera totale. Un campionato, comunque, duro. Alessandria? So bene che anche qui la partecipazione è massima, che ci sono ambizioni grandi e ci sono gli interpreti per provare a realizzarle. Io arrivato con tutta la mia voglia e la mia energia". Una storia calcistica che nasce nella squadra della sua città di origine, a pochi chilometri da Cluji, "a 16 anni sono arrivato in Italia, acquistato dalla Roma: allievi nazionali con Roberto Muzzi allenatore e due campionati in Primavera, con Alberto De Rossi (il papà di daniele, ndr). L'anno scorso mi sono confrontato con il professionismo: so che c'è sempre da migliorare, ma io questo voglio". Che portiere è Ionut Pop? "Preferisco che siano gli altri a giudicarmi: l'allenatore, i compagni, la società, i tifosi. Non sono la persona giusta per giudicarmi, emglio lo possono fare tutti coloro che mi osservano". Un portiere che partecipa al gioco? "Assolutamente sì: non sono uno bloccato in porta, gioco anche con i piedi, se me lo chiedono, faccio ripartire l'azione". Avere davanti 'Igli' Vannucchi preoccupa? "Assolutamenter no. Anzi, mi stimola. Poi le scelte le farà l'allenatore".

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