Mercoledì 25 Aprile 2018

Calcio - Grigi

'Rosa duttile e cultura del lavoro. Per costruire la mentalità vincente'

Sensibile: "Nessuna pressione, la mia frase, schrezosa, per qualche attimo di ribalta"

Alessandria Sensibile Stellini

Un continuo confronto tra il ds Sensibile e l'allenatore: nella cultura del lavoro ci sta anche questo

Un clima strano in questo avvio di campionato. Una partita, poi due settimane con molto lavoro. E, adesso, il Pro Piacenza. Strani scherzi del destino, anche un anno fa il cammino dei Grigi era partito con i rossoneri di Pea ed era stata una gara dura. Fra 72 ore, di fatto, inizia la stagione vera dell’Alessandria, anche se c’è già 1 punto e ci sono tre formazioni che comandano con 6. Anche Pasquale Sensibile sposta in avanti, a domenica, la partenza vera. "Adesso entriamo completamente in clima. Fino ad ora si è vissuta una sorta di provvisorietà, possiamo anche chiamarla precarietà diffusa, vuoi per via del calendario, che ci ha fatto subito riposare, vuoi per il mercato aperto. Il nostro percorso inizia da Piacenza". E, come ha sottolineato proprio il ds a chiusura delle trattative, "con un gruppo ben definito di giocatori". Che non cambierà, anche se c’è un lungo elenco di svincolati illustri, che stuzzicano la fantasia dei tifosi. "Fino a gennaio noi siamo questi. Possiamo anche arrivare fino alla fine, ma io dico fino a gennaio, quando faremo le prime valutazioni. Vorrei anche ricordare - aggiunge - che fino a due ore prima della chiusura delle trattative noi avevano un over in più con l’aggiunta di Bellomo. Poi Sosa si è accordato con il Modena". Un avvio preparato al meglio, senza proclami. «Perché la scelta che abbiamo fatto, condivisa e per noi premiante, è lavorare, molto, in silenzio, per costruire gli obiettivi". Senza pressioni su nessuno e il ds ci tiene a spiegare una sua frase, di un paio di settimane fa, a Radio Sportiva. "In un mondo del calcio in cui tutti si lodano, mi sono concesso, anche io, pochi secondi di autocelebrazione, quando ho detto che tutte le volte che ho iniziato la stagione in una società, scegliendo tecnico e giocatori, ho sempre vinto. Una battuta, in un contesto diverso, che andava letta per quello che era, la voglia di pochi istanti di ribalta, che solitamente non mi prendo mai". Ma nessuna intenzione di mettere pressione, a squadra e staff. Anzi, profilo basso la scelta di un cammino laborioso, "per costruire una continuità vincente, perché quanto si vede la domenica in campo è, sempre, il risultato del lavoro di sei giorni. E noi abbiamo un tecnico che costruisce molto"

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