Lunedì 10 Dicembre 2018

Calcio - Grigi

'Stellini non si tocca. I giocatori tirino fuori tutto: giocherà solo chi lo farà'

Di Masi: 'Con il Pisa voglio lupi affamati '. Gli obiettivi? 'Non sono cambiati. Gonzalez? 'Deve dare di più'

Alessandria Luca Di Masi

Duro il presidente: 'Questi calciatori hanno tutto. Se non cambiano, incominceremo a togliere qualcosa'

Cristian Stellini? Saldissimo al suo posto. A rischiare sono i giocatori dell'Alessandria. Luca Di Masi cambia le regole del mondo del calcio, quelle che vogliono l'allenatore come vittima sacrificale quando i risultati non arrivano. “Contro il Pisa dovremo essere lupi affamati”. Come i Grigi non sono mai stati nelle prime nove giornate. “Questi ragazzi hanno tutto ciò che gli si può dare, dallo staff tecnico a quello medico, dai campi ai ritiri, di un livello decisamente superiore alla categoria. Domenica è la gara spartiacque per loro: l'atteggiamento deve cambiare, perché è ciò che, in questo momento, non ci fa vincere le partite. Non basta la professionalità massima in allenamento, in quei 90 minuti alla settimana ognuno deve tirare fuori ciò che ha dentro. E giocherà solo chi lo fa. Perché altrimenti continuiamo ad assistere alle scene frequenti in questo avvio di campionato: si sbaglia il passaggio di un metro, si fa male il cross, il giro palla è lento e l'attaccante non entra in area. Mai come quest'anno, nello staff, c'è professionalità massima e saremmo dei folli a pensare di cambiare l'allenatore per questi signori". I 'signori' nel mirino del presidente sono i giocatori. Senza distinzioni: chi c'era già, chi è arrivato, chi dovrebbe essere già in condizione e chi loi sarà presto. Tutti, indistintamente: quelli a cui la società non ha mai fatto mancare, e continua non far mancare, niente: tutti gli agi, professionali, tecnici e umani. "Sono loro, i giocatori, che devono mettere qualcosa in più: con il Pisa è una gara che si motiva da sola, ma io voglio vedere i Grigi dare tutto. Perché tutto, e anche di più, continuano a ricevere – sottolinea Di Masi – Da quando sono presidente, non c'è mai stata tanta professionalità nello staff, che ci sta aiutando a crescere. Adesso tocca a loro, insisto,  ai calciatori: se domenica ci accorgeremo che questa reazione non c'è, se dovrà mancare qualcosa nel quotidiano per spingerli a dare tutto, a tirare fuori quello che hanno dentro, stiano pure tranquilli che lo faremo. Incominceremo a togliere qualcosa”.
L'altra certezza, e il presidente lo ripete per consolidare la posizione di Stellini, è che il tecnico non si tocca. “L'allenatore non corre alcun rischio di essere mandato via. Lo sanno anche i giocatori: questo allenatore lo vedrete ancora per molto tempo. Ha qualcosa in più di tutti quelli della mia gestione: ha una luce diversa ”. E se non ci fosse, da parte dei giocatori,  quel cambio di approccio domenica? “Giocheranno altri. E qualcuno potrebbe finire sul mercato a gennaio”. Una squadra, forse, sopravalutata? “Può essere che qualcuno lo sia: si peserà tutto bene, fino a gennaio, da qui al mercato ci sono due mesi e mezzo. Perché è facile e comodo dire che c'è la voglia di trascinare i compagni: bisogna farlo davvero, bisogna dimostrarlo, le parole non bastano. E fisicamente non possiamo più dare alibi: a gennaio decideremo se sono stati sbagli innesti e, se sarà necessario, cambieremo, uno o più elementi”. Gli obiettivi  dell'Alessandria, e di Luca Di Masi,  sono cambiati? “Assolutamente no. Sempre gli stessi: fare più punti possibili, crescere molto. Non cambiano certo solo perché la prima è a quota 21 e noi solo a 8: io sono convinto che ci sia tutto per macinare punti e arrivare al traguardo. Sono realista, ma anche positivo”. Gonzalez un problema? "Pablo non può, lui deve darci qualcosa di più. E' dentro se stesso che deve tirare fuori quel 'di più': non basta che faccia il compitino. Sta bene: deve fare Pablo, il giocatore che ci cambia le partite. Non deve farci vincere le partite, ma se fosse positivo, come sa essere, trascinerebbe i compagni. Pablo è un problema in quanto non è decisivo, come tanti altri. Anche lui deve darci questo orgoglio, questo amor proprio. Se no, non importa il nome sulla maglia: gioca un altro. Da lui ci aspettiamo tanto di più"

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