Domenica 17 Febbraio 2019

Logistica

Slala non è (ancora) morta. Ma questa è l’ultima chance

Slala non è (ancora) morta. Ma questa è l’ultima chance

Lo scalo ferroviario alessandrino, secondo in Italia per dimensioni dopo Bologna

Sembrava destinata alla liquidazione: invece, Fondazione Slala risorge come la leggendaria araba fenice e (quasi) dalle sue ceneri prova a impostare una progettualità di logistica che guarda alle esigenze del Nordovest. Perché Genova e il suo porto possono essere sì un partner prezioso, ma anche un contendente da superare.

L’input arriva direttamente dal nuovo presidente Cesare Rossini che, sostenuto dai soci (Palazzo Rosso in primis), ha da un lato messo a posto i conti e, dall’altro, evidenziato come possa essere preziosa la partecipazione - poco meno del 5 per cento delle quote - in Uirnet, società che, tra le sue ‘mission’, ha quella di realizzare un sistema di gestione della rete logistica nazionale che permetta l’interconnessione dei nodi di interscambio modale.

Nicola Bassi, responsabile Sviluppo nuovi servizi di Uirnet, sottolinea come «il mondo è pieno di occasioni, basta saperle cogliere: se si viene a sapere che ci sono operatori ferroviari a caccia di piazze forti per organizzare convogli, bisogna intercettarli e offrir loro le condizioni per un insediamento. Non si immagina neppure, a volte, quanto la nostra burocrazia spaventi gli investitori esteri».  Slala, l’ultima occasione.

Sul 'Piccolo' in edicola due pagine di interviste, analisi e retroscena.

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