Mercoledì 16 Gennaio 2019

Processo Vandone, parla la difesa

'I due episodi di falso? Non sono a lui addebitabili'. Udienza rinviata all'11 luglio per repliche e sentenza

Processo Vandone, parla la difesa

Due ore, tanto è durata l'arringa difensiva dell'avvocato Marco Conti, che, col collega Marco Paneri, si sta battendo per l'assoluzione di Luciano Vandone, ex assessore al Bilancio della giunta Fabbio. I punti focali: <I due episodi di falso contestati dalla Procura non sono a lui addebitabili. La dichiarazione di certificazione del patto di stabilità è stata firmata dal sindaco (allora era Piercarlo Fabbio), e dal ragioniere capo, Carlo Alberto Ravazzano. Luciano Vandone concorrente con quel falso? Bisogna dimostrarlo. Non c'è prova - sostiene la difesa - di una corresponsabilità tra l'imputato e gli altri due ex amministratori>. Per quanto riguarda l'ipotesi di accusa di truffa e abuso d'ufficio, la difesa chiede coerenza con quanto già deciso, da tre gradi di giudizio, per Fabbio e Ravazzano, ovvero l'assoluzione. Questa mattina hanno parlato anche gli avvocati delle parti civili, avvocato Giulia Boccassi per il Comune, e l'avvocato Antonio Ciccia Messina per il Cissaca.
La scorsa udienza, il pubblico ministero, ha chiesto per l'imputato quattro anni e mezzo di carcere.
Il processo è stato rinviato all'11 luglio, per repliche e sentenza.
L'accusa a carico di Fabbio, Vandone e Ravazzano, era stata incardinata in relazione al bilancio consuntivo 2010, 'aggiustato' per dimostrare il raggiungimento del patto di stabilità. Per Fabbio e Ravazzano si arrivò a sentenza. Per Luciano Vandone il processo si interruppe poco prima della discussione per gravi problemi neurologici e cardiaci.

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