Martedì 21 Agosto 2018

Sanità

Centri diurni riabilitativi per minori: ecco le strutture

Centri diurni riabilitativi per minori: ecco le strutture

Palazzo Lascaris, sede della Regione Piemonte

Novità per la Sanità piemontese: su proposta degli assessori regionale Antonio Saitta e Augusto Ferrari, infatti, è stata approvata in giunta la delibera relativa ai centri diurni-socio riabilitativi per minori.

A fronte dell’esigenza di avviare un processo di riqualificazione della rete di strutture residenziali e semi-residenziali per minori, infatti, era necessario ridefinire i requisiti strutturali e gestionali a seconda delle varie tipologie di strutture destinate ad accoglierli: per garantire requisiti di qualità nei percorsi di accoglienza di tali residenze, rivolte a minori con bisogni particolari e specifici, ai nuclei genitore-bambino, ai minori stranieri non accompagnati o in caso di percorsi di autonomia e di accoglienza in emergenza, la delibera 25 del 2012 aveva avviato un periodo di sperimentazione nelle diverse province della Regione.

L’obiettivo: attivare dei progetti, diversificati a seconda delle esigenze dei minori, mirati ad evitare il collocamento fuori dalla famiglia per un tempo non determinato e volte a garantire, nel più breve tempo possibile, il reperimento di un’accoglienza familiare. Con il nuovo provvedimento si ritiene concluso il periodo di sperimentazione voluto dalla delibera e nasce la nuova tipologia di Centro diurno socio riabilitativo, destinato a minori con patologie psichiatriche, quale tipologia autonoma e ordinaria di servizio diurno per la tutela della salute mentale dei minori.

Durante la fase di sperimentazione si è provveduto a monitorare il fabbisogno, a livello regionale, dei territori, definendo così l’attuale distribuzione dei centri: 3 strutture per il quadrante della città di Torino (di cui 2 già attivi), 2 per il quadrante provinciale di Torino ( di cui 1 già attivo), 2 per il quadrante di Novara, Vercelli, Biella e Vco (di cui 1 già attivo a Novara), 1 per il quadrante di Cuneo 1 e Cuneo 2 e 2 per il quadrante di Asti e Alessandria (di cui 1 già attivo). Ma non solo: la Regione è infatti disponibile, ove possibile e qualora i territori a seconda del proprio fabbisogno lo richiedano, a prendere in considerazione nuove aperture.

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