Mercoledì 18 Settembre 2019

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

Si risveglia dal coma l'uomo che uccise la sorella con l'acido muriatico

Antonino Paratore verrà interrogato dal Gip. La sua casa visitata due volte dai ladri

Si risveglia dal coma l'uomo che uccise la sorella con l'acido muriatico

I carabinieri davanti all'abitazione dei Paratore

Ha ucciso la sorella facendole ingurgitare acido muriatico, veleno che poi aveva bevuto anche lui. Antonino Paratore, 67 anni, che è rimasto sospeso tra la vita e la morte per alcuni mesi, si è svegliato dal coma e sta meglio. Le sue condizioni sono migliorate in modo repentino e ha potuto comunicare con il suo legale, avvocato Daniela Sogliani. Il 67enne è ricoverato a Casale, e non è più sottoposto ad alcuna misura restrittiva (prima l'arresto, poi i domiciliari che ora sono decaduti). Il dramma a San Salvatore lo scorso maggio, in una abitazione curata nei minimi dettagli dove fratello e sorella vivevano da sempre. Lui impegnato in un'assistenza amorevole, giornaliera, verso la sorella malata da tanti anni. Poi qualcosa si è spezzato nella mente del 67enne che ha deciso di porre fine alla sofferenza di entrambi. Ha fatto bere l’acido muriatico alla sorella, quindi lo ha ingerito lui stesso. Lei, Rosangela, 73 anni, è morta qualche ora dopo all’ospedale. Lui è stato ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale civile di Alessandria. Nel corso dei mesi, il 67enne è stato trasferito a Casale dove è stato curato dai medici di vari reparti, dalla rianimazione alla neurologia alla medicina. Il 14 agosto, Paratore avrebbe dovuto sostenere l'interrogatorio davanti al Gip, Tiziana Belgrano: l'opposizione dell'avvocato Sogliani ha fatto sì che l'incontro venisse rinviato perché il 67enne non era ancora in grado di parlare e nessuno gli aveva ancora spiegato le conseguenze dell'azione contro la sorella. La situazione ora è cambiata, da agosto le condizioni sono ulteriormente migliorate e l'uomo può comunicare. A breve, dunque, potrà essere sentito dal giudice. Al suo capezzale è sempre rimasto un cugino che abita in Sicilia. Mentre l'inchiesta, affidata ai carabinieri, coordinata dal pubblico ministero Alessio Rinaldi, dovrà chiarire cos'è accaduto venerdì 18 maggio all'interno dell'abitazione in frazione Frescondino, i ladri hanno visitato qulla casa per ben due volte. La prima poco dopo la tragedia: i balordi sono passati da una porticina laterale. Durante il secondo raid, dove hanno tentato di scardinare il cancello principale, i ladri sono stati disturbati e messi in fuga.

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