Venerdì 14 Dicembre 2018

Grondona

Incendi in serie: nei guai pastore sardo

Le indagini su 23 episodi, tutti nell'Alessandrino. Carabinieri e Forestale, operazione sinergica

Mario Fancello, 68 anni, Grondona, pastore di origini sarde: sarebbe lui l'uomo che ha appiccato una serie di incendi nella zona del Novese e della Val Borbera. L'ipotesi di accusa a suo carico dettata nell'articolo 423 bis del codice penale: incendio boschivo. A lui sono arrivati i carabinieri, Territoriale e Forestale, in un'azione congiunta che ha visto più forze in campo, tra cui i vigili del fuoco. Movente? Non è esclusa la protesta sociale dettata da una serie di interventi, a monte, di carabinieri, Nas, e Forestale: l'uomo, che gestiva in comodato d'uso un terreno della Curia di Grondona, utilizzando alcune strutture sottoposte a vincolo paesaggistico, in modo non conforme a ciò che prevede la legge, era stato raggiunto da più segnalazioni. Alcuni ruderi di una vecchia cascina, una torre erano diventati allevamento di ovini e, in qualche caso, anche area in cui produceva formaggio. L'intervento delle forze dell'ordine potrebbe aver scatenato la reazione del 68enne.

Le indagini degli inquirenti erano partite a seguito di una serie di incendi, alcuni dei quali boschivi, che avevano interessato anche frutteti. I roghi erano stati appiccati nei mesi di luglio e agosto del 2017. Erano stati censiti 23 incendi che avevano coinvolto il Novese, da Borghetto Borbera a Vignole Borbera, da Arquata Scrivia a Serravalle Scrivia, fino a lambire una vasta area adibita a frutteto di Pozzolo Formigaro e Litta Parodi.

Esclusa l'ipotesi del piromane (la cui azione è riconducibile a una patologia ben precisa), le azioni sistematiche hanno portato a pensare che dietro quei fuochi ci fosse un'unica firma. L'attenzione degli investigatori si è concentrata sulla ricerca delle variabili rilevanti: ovvero caratteri uguali che mettono in connessione eventi oggettivi. Un'auto, ad esempio. E una volta rintracciata la vettura, ci si è focalizzati sulla ricerca della targa. E poi sugli elementi forniti dai vigili del fuoco il cui intervento tempestivo su ogni incendio ha permesso di evitare danni maggiori.

Mesi di indagine hanno permesso di stringere il cerchio attorno all'uomo. Gli indizi portavano verso un'unica direzione. E nei giorni scorsi, i carabinieri del comando provinciale, insieme alla Forestale, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Alessandria a carico del 68enne.

L'operazione è stata presentata questa mattina al Comando di piazza Vittorio Veneto, dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Michele Angelo Lorusso, dal capitano Marzia La Piana, dal colonnello Silvano Deflorian (della Forestale).

Il messaggio del comandante dei carabinieri è forte e chiaro: chi commette reati lascia tracce, "noi siamo addestrati a coglierle". Chi pensa di delinquere nell'Alessandrino, dunque, deve fare i conti con la determinazione di chi sa mettersi sulle tracce di chi delinque.

LE ULTIME NOTIZIE
Alessandria Novara

Sanzioni pesanti: tre turni a Di Gregorio, portiere del Novara, ma anche due a Giuseppe Prestia

Calcio - Grigi

Stangata Prestia, due turni. Si farà ricorso?

14 Dicembre 2018 alle 00:06

La stangata. Pesantissima. In un momento in cui l’Alessandria di tutto avrebbe avuto bisogno ...

Alessandria Novara

Il resposabile degli steward ferito dopo l'agguato dei tifosi novaresi

Il fatto

Tafferugli prima
del derby, due feriti

12 Dicembre 2018 alle 20:47

Agguato dei tifosi del Novara  mezzora prima del fischio d'inizio del derby. Una quidicina di ...

I VIDEO

nome_sezione

APPUNTAMENTI

WEB EDICOLA

sfoglia

abbonati