Venerdì 22 Febbraio 2019

Il caso

Pernigotti: firmata la 'cassa', a Muliere negata la parola

L’azienda ha ottenuto quello che voleva, inutili 90 giorni di sciopero

Pernigotti: firmata la 'cassa', a Muliere negata la parola

L’estenuante resistenza dei lavoratori della Pernigotti per salvare il marchio dell’azienda, lo stabilimento di Novi Ligure e il loro posto, si è conclusa poco fa con la resa e la firma della cassa integrazione speciale per 92 dipendenti che partirà da domani, mercoledì 6 febbraio, e avrà durata di un anno. 

Profonda la loro delusione. C'è chi si sente abbandonato: “Con oggi si conclude lo sciopero - ha detto Piero Frescucci della rsu dello stabilimento - vedremo cosa succederà nei prossimi giorni”.

Perché, vi hanno prospettato qualcosa? “In questa vicenda abbiamo imparato che c’è da aspettarsi di tutto”.

Deluso anche il sindaco Rocchino Muliere: “Ci hanno detto che sono circa che sono circa trenta le aziende che hanno manifestato interesse a verificare la situazione, delle quali tre hanno già effettuato un sopralluogo e altre lo faranno entro il 15 febbraio. Tra gli obiettivi ci sarebbe quello di cercare di riassumere tra i 30 e i 50 dipendenti, cosa che ha destato insoddisfazione sia da parte nostra che da parte dei sindacati”.

Al primo cittadino non è stato nemmeno permesso di intervenire alla riunione: “Credo sia un comportamento irrispettoso nei confronti di un sindaco presente in veste di tutta la comunità. In ogni caso - conclude Muliere - auspichiamo che il Ministro dello Sviluppo economico possa svolgere nella maniera che gli compete e con esito positivo una trattativa delicata come questa”.

Che dietro la vicenda Pernigotti ci sia una concorrenza politica spietata lo si era intuito da mesi, ma la speranza dei lavoratori e dei novesi era quella che potesse produrre risultati positivi: invece niente e, da una vertenza protrattasi per 90 giorni, alla fine ha prevalso la linea dell’azienda, che poco fa ha diramato un comunicato che contiene toni di soddisfazione: “Nell’incontro odierno è stato ribadito nuovamente l'impegno a limitare quanto più possibile l’impatto sociale e a ricercare concrete possibilità di re-industrializzazione del sito di Novi Ligure attraverso il supporto dell’advisor Sernet, nominato lo scorso dicembre. Sarà cura di Pernigotti comunicare tempestivamente eventuali accordi di re-industrializzazione cercando di evitare il proliferare di inutili speculazioni - come avvenuto nei mesi scorsi - per non alimentare false aspettative, prive di concreti fondamenti”.

La proprietà ha, inoltre, confermato la volontà di continuare a produrre, distribuire e commercializzare i propri prodotti dolciari attraverso accordi di terziarizzazione in Italia. A tal proposito, "ha già affidato a partner attivi sul territorio nazionale la produzione di alcune linee di prodotto, salvaguardando - sostiene - la qualità e l’attenzione per le materie prime che da sempre caratterizzano l’offerta Pernigotti”.  È quello che avevano annunciato di voler fare il 6 novembre scorso.

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