Giovedì 25 Aprile 2019

Ovada

Delitto capodanno, Aurela deve essere curata (fuori dal carcere)

Discussa la perizia psichiatrica: capacità di intendere e volere ‘ridotta al lumicino’

Delitto capodanno, Aurela deve essere curata (fuori dal carcere)

Delitto di capodanno, a Ovada. Questa mattina in Tribunale ad Alessandria è stata stata discussa, in incidente probatorio, la perizia psichiatrica chiesta dai difensori di Aurela Perhati (la ragazza accusata di aver ucciso Massimo Garitta, 53 anni, investendolo con la sua Lancia Y) e concessa dal Gip. 

Accertamento fortemente voluto dagli avvocati Marco Conti e Giuseppe Cormaio che sostenevano come la giovane avesse evidenti problematiche psichiatriche. Condizione che emergeva, secondo la difesa, dalle dichiarazioni rese durante il lungo interrogatorio avvenuto di notte, e a qualche giorno di distanza dal delitto. 

Questa mattina il dottor Gabriele Rocca ha illustrato al Gip, al pubblico ministero e alla difesa le sue conclusioni. 

La capacità di intendere e di volere della ragazza al momento dei fatti, e quando è stata interrogata, secondo il professionista, era gravemente compromessa, <ridotta al lumicino>. Questo a causa delle gravi psicosi che da diversi mesi la affliggevano. Il fascicolo è ancora in indagine, e i fatti devono ancora essere ricostruiti nella loro completezza. Lo psichiatra ha parlato di una capacita gravemente compromessa <dalle sue psicosi>, i cui tratti sono molteplici: <deliri, allucinazioni, deragliamenti logici, incoerenze, manie di persecuzione che vanno a connotare un quadro evidentemente patologico>. Secondo il perito la Perhati necessita di cure, e dovrebbe proseguire il trattamento in una struttura residenziale e non in carcere dove è attualmente ristretta.  Anche perché la patologia di cui sarebbe affetta ha dei pericoli di ricaduta, se non curata. 

I difensori, intanto, come  suggerito dallo psichiatra, valuteranno con l’Asl la disponibilità di una struttura che possa accoglierla. 

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