Venerdì 19 Aprile 2019

Lutto

Addio a Luciano Parodi, uno dei 'portacolori' della Siof

'Paroden' è stato anche direttore sportivo di Vigna e Charly Gaul

Luciano Parodi

Luciano Parodi (a sinistra) con Giovanni Meazzo, con lui alla Siof. Insieme ad una delle celebrazioni della squadra creata da Cavanna

Il ciclismo piange un protagonista e uno scrigno prezioso di ricordi di ciclismo locale, nazionale e mondiale. Si è spento questa mattina a Novi Luciano Parodi, Paroden, uno dei primi 'portacolori della Siof', quella squadra leggendaria, e prima scuola del ciclismo, svelata da Lciana Rota nel suo libro. Luciano, novese, è garzone in una panetteria, ma soli 14 anni approda alla corte di Cavanna. Come molti ragazzi, nel primo dopoguerra, il sogno è diventare professionista. Lui, Luciano, "è il ciclista che impara a correre in bicicletta, le tattiche di corsa, l'alimentazione, gli allenamenti. Ma diventa anche il braccio destro (e gli occhi) di Cavanna e organizza gli allenamenti e controlla i piazzamenti delle giovani promesse". Per tre  anni al Velo Club Lancia di Torino, dove diventa caposquadra, ma nel 1951 torna  al fianco di Cavanna, che segue sempre di più Coppi e, in squadra, ha bisogno di un direttore sportivo, il futuro di Parodi. Vince molto, indimenticabile la Coppa San Lorenzo a Vignole, per dilettanti di Prima e Seconda Categoria, 13 agosto, in cui precede Zanelli e Lugano, compagni di squadra, in volata. Da direttore sportivo ha avuto in squadra, fra gli altri, l'olimpionico Marino Vigna e Charly Gaul. L'ultimo saluto, nella sua Novi,  mercoledì, alle 14.30, il rosario domani, martedì, alle 19

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