Sabato 25 Maggio 2019

Calcio - Grigi

'In campo avrei voluto bissare il risultato degli spalti'

'Orgoglioso di aver allenato una squadra con un pubblico così': Colombo ai saluti?

"Mi sarebbe piaciuto vedere come sarebbe andato se non avessimo fatto autogol al quarto d'ora della ripresa. Perché è quello l'episodio attorno al quale ruota tutta la partita". Ha ragione Alberto Colombo, sono gli episodi che fanno la differenza, che incanalano la gara in una direzione o nell'altra. "Sono convinto che senza quell'episodio sfortunato, la partita sarebbe cambiata, anche nella fase finale. Senza togliere i meriti che la Pro Vercelli ha, ma ci sono anche quelli della mia squadra che, con orgoglio, ha portato avanti la partita fino alla fine e ha cercato di onorare la maglia dando il tutto per tutto, anche sotto di due gol, e non è semplice". Anche cambiando modulo e passando al 4-3-3. "Un cambio che era già in preventivo. Stavo solo aspettando il momento giusto. Ho pensato che più il tempo passava con il punteggio e il gioco in equilibrio, più la Pro Vercelli avrebbe potuto concederci campo e noi diventare più offensivi con giocatori che avrebbero potuto creare difficoltà giostrando di più sugli esterni, come nel caso di Sartore. Peccato che la rete del 2-1 abbia scompaginato i piani". Anche ingiusto che l'autore del passaggio della svolta sia uno come Alessandro Gazzi, che per tutta la stagione è stato una certezza. "E' un episodio che può capitare a chiunque. Dei quattro gol non ce ne è uno solo 'pulito'. L'impressione che siano quasi tutti autogol, sicuramente il primo della Pro Vercelli e il nostro un po' 'sporchi' lo sono. Di certo, anche il terzo della Pro compreso, non sono stati episodi chiarissimi, ma errori condizionati dai difensori e, comunque, molto rocamboleschi. Insisto, la svolta è stato il 2-1 della Pro, che noi abbiamo subito, dal punto di vista psicologico". Colombo riconosce i meriti degli avversari. "E' passata la squadra più attrezzata nel confronto. Però, sono sincero, mi sarebbe piaciuto bissare il risultato degli spalti. Lì non ci sono dubbi, i nostri tifosi hanno stravinto". le parole sono di uno ai saluti, forse non solo di una serata, ma di una stagione. "Sono orgoglioso di aver allenato questa squadra e di essere stato l'allenatore di una piazza con un pubblico così". Perché, lo ammette anche Colombo, non ci sono certezze su cosa accadrà nel futuro prossimo. "Non so ancora se sarò l'allenatore dell'Alessandria nella prossima stagione. Avremo ancora qualche giorno per trovarci e salutarci, poi vedremo quali saranno le intenzioni della società. Ribadisco che, ad oggi, non c'è stato alcun contatto con la dirigenza. Potrà esserci nei prossimi giorni, credo che ci sarà". Il bilancio, personale, nel complesso è positivo. "Ci siamo giocati molti bonus, anche in negativo, ma questa squadra ha sempre saputo risalire. Lo ha fatto anche in questa partita, in una situazione di palese difficoltà nei primi venti minuti: siamo andati sotto, subendo l'aggressività e l'intensità iniziali della Pro, ma trovando la forza di reagire. Insisto, il 2-1, in quel particolare momento, dopo aver ripreso la partita, ha cambiato l'aspetto psicologico. Sono orgoglioso, insieme ai giocatori, di essere arrivato a giocare questa partita, perché due settimane fa nessuno credeva, anche il sottoscritto, a questa possibilità. Ce la siamo conquistata, era una finale: ha vinto la squadra, obiettivamente, più attrezzata". Un atteggiamento, quello di Colombo, che è anche una risposta, corretta e onesta, alla dedica, senza senso, del presidente della Pro Massimo Secondo "a tutti coloro che in questi giorni hanno detto che l'Alessandria era favorita". Perché, il tecnico dei Grigi lo ribadisce, "personalmente non l'ho fatto, perché non l'ho mai pensato, e neppure i miei giocatori hanno manifestato questo pensiero. "Forse lo ha fatto per spostare la pressione, adesso, sulla Carrarese che, almeno per classifica, non è favorita nella partita di mercoledì, quando la Pro avrà, comunque, il peso di vincere. Noi tutti, eravamo ben consapevoli delle differenze e non ci siamo mai considerati favoriti"

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