L'intervista

"Valenza era vivace, ma di partecipare è ritornata la voglia"

"Valenza era vivace, ma di partecipare è ritornata la voglia"

Stefano Gotta

La serata dedicata a Ginetto Prandi, è stata l’occasione per raccontare (anche) una Valenza che non c’è più, profondamente cambiata. Ci è parso giusto che il ragionamento non finisse con lo spegnersi dei riflettori. Ecco perché abbiamo incontrato Stefano Gotta, musicista emigrato altrove, figlio di Fabrizio che, per uno strano scherzo del destino, se ne andò lo stesso giorno in cui perdemmo Prandi, il 6 gennaio 2015. Stefano ci dà l’occasione per fare un salto all’indietro.
Com’era la Valenza che ha lasciato? " Una città laboriosa, accogliente, tollerante, vivace, entusiasta, gaudente e al tempo stesso misericordiosa. Una comunità evoluta, con un forte senso di appartenenza, oltrechè sostenuta da figure imprenditoriali apicali".
E adesso? "Resta tutta la forza esplosiva della provincia operosa ma anche la sua spinta implosiva, legata a fattori momentanei, del presente".
L'intervista completa sul 'Piccolo' oggi in edicola.

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