Mercoledì 17 Luglio 2019

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Storie

Il ‘cammino’ di Stefano in sella al suo Aquilante

Il ‘cammino’ di Stefano in sella al suo Aquilante

Aquilante è la bicicletta che accompagna Stefano dal 1998

«C’è un amore che è per sempre. Quello per la bicicletta». Stefano Scapitta è un innamorato felice, che ha già preparato le borse da attaccare al portapacchi e anche al manubrio. «Aquilante è pronto per partire». Ma di ronzini, intorno, non ce ne sono e neppure di fantomatiche ‘armate’ e di buffi cavalieri attrezzati per le crociate. C’è solo un pedalatore vero, con un passato da corridore e qualche risultato da ricordare, e c’è una bicicletta con cui condivide tutti i viaggi, corti o lunghi. «Aquilante come il cavallo di Brancaleone. In fondo anche noi, la bici ed io, andiamo alla conquista di strade nuove».

Dopo la TrasAlp Pirenaica, nell’estate 2015, con oltre 3600 chilometri in sella, l’anno scorso Scapitta, professione orafo in una ditta di Valenza (la ‘Bruno Campora’) ha scelto un viaggio più breve. «Giù per l’Italia fino alla Toscana e poi a Civitavecchia, in traghetto fino in Sardegna che ho percorso in lungo e in largo». Altre distanze rispetto all’anno prima, «ma comunque almeno 2000 chilometri me li sono fatti tutti, sempre da solo». E in solitaria è pronto per un altro viaggio lungo e impegnativo, che si è creato tutto da solo, nome compreso, la Trans Cantabrica.

Sul 'Piccolo' oggi in edicola il suo racconto.

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