Lunedì 08 Marzo 2021

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

La proposta

Deangelis: «Bisogna mantenere vivo anche il ricordo delle foibe»

Le richieste saranno presentate in Consiglio 

Deangelis non si apparenta ma prosegue il dialogo con il centrodestra

VALENZA - «Presenteremo una mozione consiliare per ribadire quanto il Ricordo come la Memoria siano ricorrenze di tutti, e per questo chiediamo che l’assemblea cittadina si esprima con “una ferma condanna di ogni negazionismo sulle Foibe e sull’esodo giuliano dalmata”». Così dichiara Alessandro Deangelis anticipando la proposta che farà nel prossimo Consiglio Comunale e il Giorno del Ricordo, che cade il 10 febbraio. «Chiediamo che l’Amministrazione Comunale in luogo del 10 febbraio di ogni anno si occupi di illuminare uno o più spazi urbani significativi con i colori della bandiera tricolore; di programmare cerimonie e iniziative che consentano di mantenere vivo il ricordo della vicenda drammatica degli esuli giuliano dalmati sia di tutti gli infoibati e di sensibilizzare le scuole e i giovani».

Il 10 febbraio infatti è una ricorrenza nazionale istituita in ricordo delle vittime degli orribili massacri - durante la seconda guerra mondiale - compiuti dai partigiani Jugoslavi di Tito nei confronti degli abitanti delle regioni d' Istria, Fiume e Dalmazia e del loro conseguente esodo in cerca di salvezza in Italia. 

Lo scopo dell'intervento di Deangelis è quello di creare nella comunità locale «una comune azione civica volta al ricordo e alla memoria» nei confronti degli orrori delle "foibe", strumento di morte che consisteva nel gettare all' interno di profonde caverne verticali le vittime ancora vive. 

«Il punto - afferma Marco Citro, Presidente dell'associazione "La Città che vogliamo" - è che nessuna atrocità può essere giustificata solo perché commessa in nome di una lotta, in contrapposizione ad altro orrore. Non può esistere un Male giusto, ed un Male sbagliato, è Male e basta. Non possono esistere vittime di serie A, e vittime di serie B. Credo che molto lavoro ci sia ancora da fare per istruire e sensibilizzare buona parte della popolazione su questo tema». 

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