Cronaca
Il caso
Il processo di primo grado si era concluso il 19 settembre 2024 nel Tribunale del capoluogo, competente territorialmente perché la figlia di Ornella Muti è domiciliata a Lerma
17 Marzo 2026
ore
14:45
ALESSANDRIA - Confermata in Corte d'Appello a Torino la condanna nei confronti di Naike Rivelli. Era accusata di diffamazione. Barbara d’Urso contro Naike Rivelli : la prima parte civile, la seconda imputata, come detto, per un'ipotesi di diffamazione . Il processo di primo grado si era concluso il 19 settembre 2024: si era tenuto nel tribunale di Alessandria competente territorialmente perché la Rivelli è domiciliata a Lerma. Tutta la storia Il giudice Maria Teresa Guaschino aveva condannato la Rivelli a una multa di 800 euro , riconoscendone le responsabilità limitatamente all’episodio del 30 gennaio 2019 (pena sospesa condizionata al pagamento della somma diffidata a titolo di provvisionale entro il termine di un anno dal passaggio in giudicato, e non menzione). Il pubblico ministero, Andrea Ratti, aveva chiesto una pena superiore (7 mesi) , ritenendo che le frasi pronunciate nei confronti della D’Urso fossero offensive sia dal punto professionale che personale . I fatti da cui tutto ha avuto inizio si riferiscono alla pubblicazione di due filmati sul profilo Instagram dell’artista 49enne: il 31 gennaio 2019 durante il quale la Rivelli commentava l’intervista rilasciata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi alla D’Urso (su Canale 5); nel secondo un’intervista rilasciata da Silvio Berlusconi alla parte offesa nel corso della trasmissione ‘Pomeriggio 5’. Per l’accusa, Naike Rivelli usò espressioni da far intendere che il successo lavorativo della parte offesa fosse da ricollegare non tanto alle capacità professionali ma a favoritismi e prestazioni di potenti della rete televisiva per cui lavora, ottenuti mediante espedienti legati alla sfera sessuale. Barbara D’Urso si era costituita parte civile con l’avvocato Salvatore Pino del foro di Milano. La Rivelli è difesa dagli avvocati Antonio Pelle di Locri e Domenica Macrì . «Diritto di critica» Secondo la difesa, Naike Rivelli non ha mai inteso offendere Barbara D’Urso «quanto piuttosto un modello, un modo da fare televisione rappresentato dalla D’Urso. Erano delle critiche a una tipologia di modo di fare televisione, peraltro in un periodo in cui la signora D’Urso era molto presente. Per l’avvocato Domenica Macrì, la Rivelli aveva rispettato la continenza, la misura e il contesto . “Stiamo parlando di gossip, spettacolo”, aveva spiegato l’avvocato Pelle. Ma giudici di primo grado e ora dell'Appello la pensano diversamente.