Società
Innovazione clinica con ossido nitrico: in meno di due mesi chiusa una lesione resistente durata cinque anni
23 Aprile 2026
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23:00
CASALE MONFERRATO - La terapia con ossido nitrico segna un passo avanti nel trattamento delle lesioni croniche. Ne è prova la storia di Antonietta, 69 anni di Casale Monferrato, rimasta per cinque anni con una ferita al tallone legata al diabete, insorta dopo un ricovero in rianimazione per endocardite e coma. Una condizione che aveva limitato fortemente la sua autonomia quotidiana. Come funziona la terapia con ossido nitrico La svolta è arrivata con l’intervento della vulnologa Francesca Pasquali dell’Asl AL, grazie a una terapia con ossido nitrico basata su medicazione multimodale. In meno di due mesi la lesione si è chiusa. Questa tecnologia agisce direttamente sulla ferita: è battericida naturale, efficace anche contro microrganismi resistenti, stimola la circolazione sanguigna, favorisce l’apporto di ossigeno e nutrienti e attiva i fibroblasti, contribuendo alla rigenerazione dei tessuti. Inoltre, modula l’infiammazione e gestisce i liquidi in eccesso. Risultati clinici e impatto sanitario L’efficacia della terapia con ossido nitrico è confermata dai dati: 12 pazienti trattati con lesioni fino a 5x5 centimetri, con guarigioni entro 12 settimane. Un approccio che offre anche una risposta al fenomeno dell’antibiotico-resistenza, responsabile in Italia di circa mille decessi al mese. Riconoscimento internazionale L’esperienza dell’Asl di Alessandria ha ottenuto visibilità internazionale: la ricerca sarà presentata al congresso EWMA in Germania. Le istituzioni regionali sottolineano come la terapia con ossido nitrico rappresenti un modello di sanità capace di coniugare innovazione tecnologica e centralità del paziente. La guarigione di Antonietta assume così un valore simbolico: non solo un risultato clinico, ma il recupero concreto della qualità della vita e dell’autonomia personale.