Cronaca
Il caso
Le indagini riaperte su un'istanza della famiglia "con una pista e dei soggetti ben precisi da attenzionare, secondo noi". Riesumati i resti di Antonella, accertamenti genetici e verifiche su una Fiat Tipo. Tracce su un tacco della scarpa
24 Settembre 2026
ore
08:50
CASALE MONFERRATO - Delitto Antonella Guarnero, le indagini ripartono dall’auto e da una pista precisa. Una Fiat Tipo vista sfrecciare quella notte dove fu ritrovata la pelliccia della ragazza, le tracce degli pneumatici repertate nel fango e una ricerca che all’epoca si fermò alla provincia di Asti senza essere estesa a quella di Alessandria. A 33 anni dall’omicidio le indagini sono state riaperte dalla Procura di Vercelli e, dopo la riesumazione dei resti, sono in corso anche nuovi accertamenti genetici dei Ris di Parma. Una Fiat Tipo che sfreccia ad alta velocità, vista da un testimone in un luogo compatibile con il ritrovamento della pelliccia di Antonella. E due tracce di pneumatici, correttamente repertate e fotografate nel fango nel 1993, con una carreggiata di circa 1.400 millimetri e pneumatici larghi 165. Sono questi alcuni degli elementi dai quali sono ripartiti la famiglia di Antonella Guarnero, il suo legale, l’avvocato Michele Allamprese, e la criminologa Antonella Delfino Pesce, chiedendo la riapertura delle indagini 'sull’omicidio di Capodanno' avvenuto il 1° gennaio 1993 a Castelletto Merli. Al confine tra le province di Alessandria e Asti. Del caso si è parlato ieri sera nella trasmissione 'Incidente probatorio' su Cusano Tv, canale 22 del digitale terrestre, con l’avvocato Allamprese, la criminologa Antonella Pesce Delfino e i consulenti impegnati nei nuovi approfondimenti. "Soggetti da attenzionare" «Siamo nella fase delle indagini preliminari – ha spiegato Allamprese – Il caso è stato riaperto su nostra istanza. Un’istanza circostanziata, con una pista ben precisa e dei soggetti ben precisi da attenzionare, secondo noi. E due subordinate». La Procura di Vercelli, ha aggiunto il legale, «sta procedendo con grande attenzione», tanto che le sommarie informazioni testimoniali vengono condotte dal sostituto procuratore che segue il caso, e dal procuratore capo. È stata inoltre ottenuta la riesumazione dei resti di Antonella e sono in corso gli accertamenti genetici svolti dai Ris di Parma. La Fiat Tipo e l’indagine fermata al confine Allamprese ha distinto nettamente il lavoro svolto dalla polizia giudiziaria nel 1993 dal coordinamento dell’inchiesta. «Ho poco da colpevolizzare la polizia giudiziaria», ha detto, ricordando anche come in quegli anni il nuovo codice di procedura penale non fosse ancora completamente metabolizzato da una pg abituata a lavorare con il precedente sistema. Anzi, proprio grazie alla repertazione eseguita allora dai carabinieri di Casale Monferrato, oggi è stato possibile ripartire da alcuni elementi. «Quelle tracce di pneumatici e la distanza del semiasse che loro hanno repertato e fotografato sono state il punto di partenza», ha spiegato il legale. L’errore che Allamprese attribuisce all’indagine dell’epoca arriva dopo: una volta individuato il possibile modello dell’autovettura, la ricerca sarebbe stata limitata alla provincia di Asti. Un testimone aveva riferito di avere visto sfrecciare una Fiat ...