Riccardo Schiara, umiltà e talento per X-Factor
C'è tempo fino alla mezzanotte di oggi, mercoledì 22 ottobre, per aiutare Riccardo Schiara, giovane cantante alessandrino, a tornare sul palco di X-Factor. Lo abbiamo incontrato e ci ha raccontato il suo punto di vista sulla musica e sul futuro. E a chi ha un sogno dice: "non fatevi fermare dalle porte sbattute in faccia"
C'è tempo fino alla mezzanotte di oggi, mercoledì 22 ottobre, per aiutare Riccardo Schiara, giovane cantante alessandrino, a tornare sul palco di X-Factor. Lo abbiamo incontrato e ci ha raccontato il suo punto di vista sulla musica e sul futuro. E a chi ha un sogno dice: "non fatevi fermare dalle porte sbattute in faccia"
ALESSANDRIA – “Quando l’ho visto lì, sul palco, mi sono reso conto che aveva delle possibilità. Ero ben consapevole del suo potenziale, certo: ma vedere mio fratello sul palco di X-Factor mi ha fatto sentire orgoglioso. Riccardo ha sempre avuto una grande costanza e una forte determinazione: e sono state queste a portarlo dove è arrivato, da solo“. Chi parla è Nicolò, fratello maggiore di Riccardo Schiara, il giovane alessandrino che, fino alla mezzanotte di mercoledì 22 ottobre, potràa ancora partecipare ad X-Factor, il talent show che mette in gara le migliori promesse canore del panorama musicale italiano.
Diciannove anni, tanto talento e molta umiltà, ha incontrato ieri, martedì 21 ottobre, i giornalisti e gli alessandrini, durante un appuntamento all’Informagiovani, in piazza Vittorio Veneto, per raccontare e raccontarsi, spiegando quanto l’esperienza vissuta sia stata “altamente formativa”, e quanto “mi abbia cambiato – parole sue – aiutandomi a superare la timidezza”. “Un appuntamento – spiega l’assessore comunale Maria Vittoria Oneto – voluto per far sentire a Riccardo il sostegno dell’amministrazione e della cittadinanza, che il Comune rappresenta e che dai suoi abitanti si fa rappresentare. Abbiamo voluto, insomma, far sentire a Riccardo il sostegno della città nel momento in cui rincorreva il suo sogno. Siamo molto orgogliosi di lui”.
Riccardo, come è stato trovarsi ad X-Factor?
Un’esperienza unica, che mi ha dato tanto. Mi rendo conto, guardando i filmati, quanto questa avventura mi sia servita per mettermi alla prova, per crescere. Vengo da una famiglia di musicisti e le canzoni sono sempre state nel mio quotidiano, anche se ho iniziato a studiare la musica con metodo, con passione, solo da cinque anni. Devo ammettere che si tratta di un programma genuino, che rispecchia quello che si vede in televisione: ovviamente ci sono i retroscena vissuti da concorrente, con le emozioni e la tensione che, logicamente, nasce quando ti trovi a competere con tuoi coetanei, tutti bravissimi. Entri in gara, sì, ma cresci a livello artistico, professionale ed umano. Tanto per rendere l’idea: se a maggio mi avessero detto di stare di fronte ad una telecamera, di fare un’intervista, avrebbe vinto la timidezza. Ora, invece…
Trenta secondi per conquistare i giudici: non esattamente una sfida facile. Come l’hai vissuta?
Quando sono salito sul palco la prima volta avevo davanti i giudici, ma mi sembrava di vederli in televisione. Non realizzavo molto bene, insomma. Avevo poco tempo a disposizione per convincerli, per essere credibile: tu sai chi sono loro, mentre tu sei un perfetto sconosciuto. E’ un cocktail di sensazioni diverse, dall’ansia alla soddisfazione. Certo, quando ho visto il pubblico alzarsi in piedi, non ci credevo.
Al di là della competizione, hai legato con gli altri concorrenti?
Sì, ho avuto la fortuna di far amicizia con gli altri ragazzi, in alcuni casi persone molto simili a me. Spesso con Lorenzo e Dario immaginavamo di essere scelti come squadra ideale. Ora spero di poter andare avanti su quel palco anche per Dario, che ci teneva davvero tanto.
Cosa c’è nel tuo futuro?
La musica. Dopo questa esperienza ho avuto conferme che prima non avevo: fino a quando a dirti che sei bravo sono gli amici, la tua famiglia, dubiti sempre un po’. Quando hai la conferma di quattro giudici esterni ed obiettivi, le cose cambiano ed una passione che prima, complice la timidezza, consideravi una scelta secondaria, diventa la prima idea che hai in mente. Vorrei poter essere un cantante completo, iniziare a scrivere musica e testi dei miei brani. Senz’altro X-Factor mi servirà per il futuro, in un modo o nell’altro.
C’è qualcosa che diresti, a chi ha la tua età e un sogno nel cassetto?
Bisogna insistere, continuare, qualunque sia il sogno, senza farsi fermare dalle porte in faccia. Quando Fedez mi ha lasciato a casa mi si è gelato il sangue ma mi sono detto che l’alternativa era reagire o tacere. Oggi, credo che quel ‘no’ sia ciò che nel programma mi è più servito: sentirmi dire che non ho personalità mi ha fatto domandare cosa avessi fatto per dimostrare ai giudici il contrario. Ho capito, così, di avere personalità vocale, ma che in un programma televisivo serve anche la capacità di saper stare sul palco: a me quella è sempre mancata. La scelta di Fedez, così, è stata più facile da capire e mi ha dato la possibilità di avere un consiglio su un aspetto sul quale lavorare. Insomma, un cantante senza personalità può imparare a stare sul palco, un cantante che ha personalità e non ha voce è più complicato da gestire. Io sto cercando di investire su di me per migliorare questo aspetto, mi sono sentito spronato a dimostrare che posso tenere il palco anche io. E poi, anche avessi fatto una scenata, non sarebbe cambiato nulla: sapevo che sarebbero passate persone altrettanto meritevoli. Piangersi addosso, abbattersi, non porta da nessuna parte.
Per aiutare Riccardo a realizzare il suo sogno, c’è tempo fino alla mezzanotte di oggi, mercoledì 22 ottobre, potete accedere alla pagina dedicata alla Enel Green Light ed esprimere fino a cinque preferenze, dopo essersi registrati o utilizzando il proprio SkyID.
