Passo dopo Passo in Nepal: missione compiuta
Giorgio Pieri e Salvatore Belluardo, "Giorgio e Tore", aggiungono una nuova pagina al diario di viaggio di Passo dopo Passo in Nepal. "La promessa fatta ai bambini di Nuwakot è stata mantenuta: abbiamo aiutato a ricostruire la scuola"
Giorgio Pieri e Salvatore Belluardo, "Giorgio e Tore", aggiungono una nuova pagina al diario di viaggio di Passo dopo Passo in Nepal. "La promessa fatta ai bambini di Nuwakot è stata mantenuta: abbiamo aiutato a ricostruire la scuola"
ALESSANDRIA – Giorgio Pieri lo aveva annunciato durante la serata organizzata all’Associazione Cultura e Sviluppo, al termine della proiezione dei filmati e delle testimonianze sull’Africa. “Andremo in Nepal – aveva detto, emozionato – per portare aiuto alle popolazioni colpite dal sisma. Partiremo il 29 giugno, alla volta di Kathmandu, la capitale, e poi cercheremo di portare aiuti con le forze ed il sostegno delle persone che lì conosciamo“.
Una decina di giorni dopo, un “missione compiuta”, che riempie di soddisfazione. “La promessa fatta ai bambini di Nuwakot è stata mantenuta – leggiamo sul blog che contiene il diario di viaggio dell’avventura -: quella di aiutare a ricostruire la scuola, che è un’importante possibilità per loro di imparare e costruirsi un futuro, nonostante le difficoltà e l’enorme distruzione portata dal terremoto”. Un’esperienza, quella di Giorgio Pieri e di Salvatore Belluardo, toccante e coinvolgente. “Una giornata come oggi ti rimane dentro – scrivono – ci vuole del tempo prima di metabolizzarla, di snocciolarla nei particolari. Viene da chiedersi cosa è successo ma trovo più corretto dire che “oggi è successo” e basta. Dopo 8 giorni dalla nostra prima visita alla scuola siamo riusciti a portare a termine quello che ci siamo prefissati, abbiamo consegnato il nostro/vostro carico di solidarietà. Non mi sembra più il caso di parlare dei vestiti, del materiale e delle attrezzature che erano in elenco, l’importante è che tutto è salito alla scuola. Nei giorni scorsi a Kathmandu, dedicati ai preparativi, il nostro pensiero era quello di rispettare la promessa che avevamo fatto a quei bambini, di ritornare da loro, al tempo stesso dovevamo fare del nostro meglio, ma questa lo sapete già e cosi è stato. Per rendere piacevole la nostra aspettativa cercavamo di immaginare come sarebbe stata la fase culminante del nostro lavoro con l’arrivo del camion al villaggio, il trasporto del materiale su per il sentiero, l’accoglienza alla scuola, la distribuzione ai bambini poi è stato il massimo”.

“Capisco solo ora – leggiamo ancora – che non sarebbe bastata tutta la fantasia per avvicinarsi alle emozioni che abbiamo provato oggi, vedere le cose più semplici di questo mondo vissute con una felicità che ti spiazza. Tanta riconoscenza per aver portato un segnale e aver dato un po’ di dignità ai bambini. Non nascondo che è stata una giornata impegnativa e al tempo stesso siamo stati fortunati, è andato tutto bene, le nostre raccomandazioni sono state seguite, Il camion ha retto e i monsoni sono stati clementi.

