Orgoglio Coldiretti, a San Michele 300 agricoltori
Festa degli 80 anni, spunti di riflessione. Ospiti da tutta la provincia. Com'è andata
SAN MICHELE – Orgoglio Coldiretti con circa 300 persone, oggi, a San Michele per festeggiare gli 80 anni della principale organizzazione agricola italiana.
Accoglienza con le canoniche bandiere gialle, cordialità, sorrisi. Giallo anche il palco del bocciodromo, sedie comprese. Sul fondo, si prepara il buffet previsto per la conclusione di lavori cominciati verso le 19.
La giornata dell’Orgoglio (che si celebra contemporaneamente in tutta Italia) non può essere solo quella dell’elenco delle criticità. Che ben si conoscono, e che vanno dalla peste suina alla Flavescenza dorata, senza dimenticare tematiche “europee”, imposte da leggi che andrebbero riviste. E’ piuttosto l’occasione per dire cosa va, per premiare un settore come l’enoturismo che è in forte crescita e per ripercorrere 80 anni di storia durante i quali – anche grazie a Coldiretti, certo – il mondo agricolo nazionale è cambiato, decisamente in meglio.
Giovani e donne
Peraltro, con un importante “risveglio” dopo il Covid. Basti vedere quanti giovani sono coinvolti in agricoltura (si racconta di ingegneri che lasciano posti di prestigio per “fare andare” l’azienda di famiglia) e a quanto è salita la percentuale di imprese al femminile, cioè guidate da donne (Alessandria ha la percentuale media più alta tra le province piemontesi: il 23.1%).
Sul palco, i presidenti di zona, quello provinciale Mauro Bianco, il direttore Roberto Bianco, e alcune figure centrali dell’organizzazione (come il leader dei pensionati: 50 anni e più in associazione, o il solerino Mario Castelli, in rappresentanza dei giovani agricoltori).
A fare gli onori di casa, il parroco don Ivo Piccinini, che è consigliere ecclesiastico dell’organizzazione di cui è coetaneo (“eh sì, faccio 80 anni anche io”).
Orgoglio e firme
La giornata dell’Orgoglio Coldiretti è anche e l’occasione per promuovere la raccolta firme #nofakeinitaly, per una legge popolare europea per garantire trasparenza sulle etichette di tutti gli alimenti. Lo si ricorda ripensando alla recente trasferta “dimostrativa” al Brennero, con molti iscritti Coldiretti impegnati a fare verifiche sui prodotti alimentari importati nel nostro paese.