Aumentano le morti sul lavoro. In Piemonte 23 vittime nei primi sei mesi dell’anno
Società
Fabiana Torti  
8 Agosto 2024
ore
13:15 Logo Newsguard
Il bilancio

Aumentano le morti sul lavoro. In Piemonte 23 vittime nei primi sei mesi dell’anno

Il report dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente Vega Engineering

Il bilancio di metà anno mostra una situazione drammatica per quanto riguarda le morti sul lavoro, con la previsione per fine 2024 che sembra già tristemente definita.

“È arrivato il drammatico bilancio di metà anno e la previsione per l’emergenza delle morti sul lavoro di fine 2024 pare sia già tristemente definita. Contorni e contenuti di questa tragedia sembrano non voler cambiare nemmeno nel 2024. Da gennaio a giugno 2024 si contano 469 vittime, ossia 100 in più del mese scorso e 19 in più rispetto a fine giugno 2023. E a crescere del +5,2% sono ancora le morti in occasione di lavoro. Questo, purtroppo, è il dato più significativo e sconfortante, perché racconta l’emergenza ‘insicurezza’ nei luoghi di lavoro”, ha dichiarato Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre. “Ma a determinare le vere lacune sul fronte della sicurezza sul lavoro è l’incidenza della mortalità dei lavoratori. Ciò consente di disegnare una mappatura del Paese, individuandone le aree più fragili e a rischio”.

 

Morti sul lavoro: l’incidenza regione per regione

A fine giugno 2024, le regioni con un’incidenza di mortalità superiore al 25% rispetto alla media nazionale (15,4 morti ogni milione di lavoratori) sono: Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Sicilia, Campania, Emilia-Romagna e Umbria.

In zona arancione si trovano Abruzzo, Puglia, Calabria, Lazio e Basilicata, mentre Lombardia, Toscana, Piemonte e Liguria sono in zona gialla. Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Molise, Marche e Veneto sono in zona bianca.

L’Osservatorio ha rilevato che i lavoratori ultrasessantacinquenni presentano l’incidenza di mortalità più elevata (65,8 morti per milione di occupati), seguiti dai lavoratori tra i 55 e i 64 anni (23,8).

Nei primi sei mesi del 2024, 81 dei 364 lavoratori deceduti erano stranieri, con un rischio di morte quasi triplo rispetto agli italiani (34,1 contro 13,3 per milione di occupati).

 

Settori più colpiti

Il settore delle costruzioni è quello più colpito, con 68 decessi, seguito dalle attività manifatturiere (47), trasporti e magazzinaggio (34) e commercio (26). La fascia d’età tra i 55 e i 64 anni è la più colpita, con 122 morti su 364.

 

Denunce di infortunio in aumento

Le denunce di infortunio totali sono aumentate dello 0,9% rispetto a giugno 2023, passando da 296.665 a 299.303.

Il settore delle attività manifatturiere ha registrato il maggior numero di denunce (35.391), seguito dalle costruzioni (17.730), sanità (17.275), trasporto e magazzinaggio (16.104) e commercio (15.587).

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