Previste 28.580 assunzioni in Piemonte a novembre, rallenta l’industria
Cresce la difficoltà di reperimento per alcune figure chiave, con mismatch al 50,4%. Il settore industriale mostra segni di calo
TORINO – Secondo il bollettino del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, 28.580 contratti sono previsti per novembre 2024 dalle imprese piemontesi. Mentre, per il trimestre ottobre-dicembre, le assunzioni arriveranno a 82.560.
A livello annuale, invece, le previsioni mostrano un calo del -3,5% rispetto a novembre 2023, con -5.520 assunzioni su base trimestrale. Le assunzioni in Piemonte rappresentano il 6,7% del totale nazionale e il 22,1% delle assunzioni previste nel Nord Ovest.
Dimensione delle imprese e tipologie contrattuali
Il 53,5% delle assunzioni riguarda micro e piccole imprese (1-49 addetti), mentre il 19,7% si concentra nelle imprese di media dimensione e il 26,8% nelle grandi aziende. La domanda si orienta prevalentemente verso contratti a tempo determinato (60%), seguiti da contratti a tempo indeterminato (28%) e apprendistato (7%).
I profili più richiesti in Piemonte vedono il 15% destinato ai laureati, il 29% ai diplomati. Le qualifiche professionali e la scuola dell’obbligo coprono rispettivamente il 35% e il 20% delle richieste. I settori più attivi restano commercio (15%) e servizi alle persone (13,7%), con una domanda costante nel comparto edile, che prevede 6.540 assunzioni per il trimestre.
Mismatch tra domanda e offerta di lavoro
Il 50,4% delle aziende segnala difficoltà a reperire profili adeguati, soprattutto per mancanza di candidati (34,8%) e inadeguata preparazione (12,2%). I profili più carenti sono tecnici della gestione dei processi produttivi (83% di difficoltà di reperimento) e operai specializzati nelle rifiniture delle costruzioni (79,3%).
Nonostante la domanda in alcuni comparti, il settore industriale registra un calo significativo (-4.090 unità su base trimestrale), con l’edilizia e la manifattura che risentono dell’andamento economico. L’istruzione tecnica è un requisito fondamentale, ma l’indisponibilità di candidati qualificati (66,7% nelle ITS e 52,5% per i diplomi tecnici) evidenzia l’urgenza di rafforzare l’orientamento scolastico verso competenze richieste.