Benedicta: autorità e figure della cultura per ricordare l’eccidio
Domenica 6 aprile si terrà l'annuale cerimonia di commemorazione
BOSIO – Oltre 150 giovani partigiani persero la vita nei giorni compresi tra il 5 e l’8 di aprile 1944 l’eccidio perpetrato alla Benedicta dai tedeschi e dai fascisti nel corso della Settimana Santa del 1944. Domenica 6 aprile si terrà l’annuale cerimonia di commemorazione di quest’evento che da sempre ha un’importanza centrale nella storia della lotta per la riconquista della libertà e della democrazia nel basso Piemonte. La celebrazione, che cadrà poche settimane prima del 25 aprile, 80° Anniversario della Liberazione, assumerà quest’anno un valore particolare, rimarcando anche attraverso la prossimità di calendario, il nesso forte che lega il tragico episodio della “Benedicta” alla rinascita dell’Italia libera.
L’orazione ufficiale di quest’anno è stata affidata a Raffaella Romagnolo, scrittrice ovadese che in diverse occasioni nei suoi libri ha sfiorato gli eventi che hanno fatto la storia di questa porzione di territorio. La Santa Messa al campo sarà celebrata dal Vescovo di Tortona, Monsignor Guido Marini. “Anche nel programma di quest’anno – chiarisce Daniele Borioli, presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta – prosegue con coerenza il nostro lavoro che, ormai da tempo, abbiamo inteso definire con il concetto di “manutenzione della memoria”.
Programma ufficiale
La giornata alla Benedicta si aprirà con la celebrazione della messa alle 10. Dalle 11 il saluto delle autorità: Luigi Benzi, presidente della Provincia di Alessandria, Giorgio Abonante, sindaco di Alessandria. A seguire gli interventi del sindaco di Bosio Domenico Merlo, del consigliere regionale Domenico Ravetti, di Massi Bisca, presidente di Anpi Genova, e di Daniele Borioli.
Raffaella Romagnolo ha raccontato le vicende della lotta partigiana sulle nostre colline in “Destino“, romanzo pubblicato nel 2018 da Rizzoli e ambientato sulle colline dell’Ovadese. Anche il suo lavoro più recente “Aggiustare l’universo” ricostruisce dal punto di vista storico le vicende delle persecuzione degli ebrei in provincia di Alessandria e delinea il periodo successivo alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale.
“Il concetto di manutenzione della memoria – prosegue Borioli – allude alla necessità di affrontare la storia di quegli anni, e la trasmissione delle lezioni che da essa si possono ricavare, secondo la duplice direttrice: di esplorare linguaggi innovativi e di scavare ulteriormente nel giacimento delle fonti, alla ricerca di notizie e indizi che suggeriscano nuove piste di ricerca. Due esempi: i materiali multimediali che si stanno producendo, consentiranno, una volta completato il lavoro, non solo di rendere più efficace il racconto dell’eccidio, ma anche di metterlo incisivamente in relazione con episodi analoghi svoltisi in altre parti d’Italia; così come il lavoro da poco avviato, in occasione del Giorno della Memoria 2025, sulle biografie dei deportati, e che intendiamo estendere anche ai fucilati, consentirà di fare un deciso passo avanti nella conoscenza dei protagonisti, spesso affidata soltanto a un nome inciso su una lapide. Troppo poco per chi ha dato la vita per la nostra libertà”