Vendemmia 2025: rese ottime ma pesa l’incognita dazi
ALESSANDRIA – È tutto pronto in provincia per la vendemmia 2025, che prenderà il via a metà agosto con la…
ALESSANDRIA – L’accordo raggiunto tra Unione Europea e Stati Uniti per fissare un dazio del 15% non aggiuntivosu quasi tutti i prodotti agroalimentari rappresenta una boccata d’ossigeno per molte imprese orientate all’export.
Ma se per comparti come quello dei formaggi la misura è considerata un compromesso accettabile, lo stesso non si può dire per il settore vitivinicolo, che resta in allerta per i potenziali effetti a lungo termine.
“È un sospiro di sollievo, ma non possiamo nascondere l’amarezza per i danni che potrebbero subire i produttori di vino. Le trattative devono continuare fino al ripristino del dazio zero”, ha dichiarato Maurizio Montobbio, vicepresidente di Confagricoltura Alessandria e referente per il settore.
L’accordo — maturato sulla scia degli impegni del vertice del 27 luglio in Scozia — chiude un lungo periodo di incertezza commerciale che aveva bloccato le pianificazioni delle aziende locali. Tuttavia, secondo Montobbio, la rigidità mostrata nelle trattative in corso non consente ancora di guardare al futuro con tranquillità, soprattutto per chi opera nel vino, settore strategico per l’economia agricola della provincia.
Anche Paola Sacco, presidente di Confagricoltura Alessandria, sottolinea la necessità di un impegno politico più forte: “Il vino deve tornare a beneficiare di un dazio zero. Lavoreremo con Governo e Parlamento Europeo per difendere un settore di eccellenza del Made in Italy”.
Il confronto tra le due sponde dell’Atlantico riguarda anche le barriere non tariffarie. Gli Usa accusano da tempo l’Europa di porre ostacoli attraverso standard tecnico-produttivi, ma secondo Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura, è inaccettabile che vengano importati in Europa prodotti non conformi alle norme comunitarie.
Nel frattempo, nel territorio alessandrino sono iniziate le prime operazioni di vendemmia, partendo con le uve destinate alla base spumante. Secondo Montobbio, il 2025 potrebbe rivelarsi un’annata molto interessante, favorita da un clima che ha sostenuto la maturazione dei grappoli: “Saranno determinanti i prossimi dieci giorni”.
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