I colli pietrosi di Alfiano Natta: un percorso tra arte e natura
Anna Maria Bruno guida gli escursionisti in un itinerario che racchiude sia un luogo che una storia. Ecco curiosità e consigli per un’esperienza unica
ALFIANO NATTA – Come ogni venerdì, Anna Maria Bruno ci guida alla scoperta di sentieri, borghi e paesaggi unici con la rubrica Cammina Piemonte. Un appuntamento settimanale dedicato a chi ama camminare e vuole esplorare il territorio con uno sguardo attento alla natura, alla storia e alle tradizioni locali.
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L’esperienza di oggi è dedicata alla scoperta di Alfiano Natta e dintorni.
Alfiano Natta è un piccolo comune in provincia di Alessandria, al confine con quella di Asti. In queste terse giornate pre-invernali, offre un bel percorso ad anello di circa 8 km, tracciato con segnavia bianco-rosso n. 737, che si snoda tra belvederi panoramici, tratti boscosi, e le cave dismesse di Alfiano Natta e della sua frazione Cardona.
Partenza: piazza del Gatto
Il percorso inizia da piazza Vittorio Emanuele III, nota anche come piazza del Gatto, per la fontana che si trova proprio davanti al bar del paese.
Si risale via Montubaldo, su asfalto, per poi svoltare a sinistra in via Castello. Una breve ma ripida salita porta a un punto panoramico, il Belvedere, dove si trova una tavola sinottica che segnala le varie località e i rilievi montuosi visibili di fronte al visitatore.
Strada Santo Spirito e ruderi tra i boschi
Si prosegue ancora su asfalto per un tratto, fino a un trivio: si prende la Strada Santo Spirito (centrale), che diventa sterrata e si insinua tra due sponde rocciose dove crescono ginestre. Più avanti, la strada sale e si colora di un fondo rossastro e, tralasciando una via che proviene dalla destra, conduce ad colle su un prato aperto e panoramico.
Superata un’abitazione isolata tra le conifere, si arriva su un dosso dove, sulla sinistra, un sentierino conduce in pochi minuti ai ruderi della chiesa di Santo Spirito.
Si prosegue ignorando il sentiero 707, mantenendo la strada in lieve discesa, fino a un quadrivio, e poi sempre diritto tra querce, frassini, ligustri, biancospini e ginestre.
Sculture e archeologia industriale
Si entra in un bosco più fitto fino a un incrocio, e si procede dritto in discesa verso Crealto, dove si trova l’agriturismo omonimo. Qui è visibile la scultura in ferro del Polpo, opera n. 19 del progetto TerrEmerse di Giorgia Sanlorenzo, dedicata alla memoria del mare preistorico.
Da qui, la strada si allarga: un tempo era usata dai camion per raggiungere la cava di Cardona, che si intravede sulla sinistra, nascosta nella vegetazione. Si accede così al Parco Naturale dell’ex cava, un vero e proprio anfiteatro naturale.
Ritorno da Cardona a piazza del Gatto
Una volta giunti a Cardona, si gira a sinistra nei pressi della chiesa di Sant’Agata, si risale su via Umberto I e, arrivati all’ultimo gruppo di case, si prende via Troglio. L’asfalto termina e la strada erbosa offre nuovi scorci panoramici, fino a connettersi alla strada di Monte.
All’ultimo bivio, si scende a destra e si rientra, in breve, al punto di partenza in piazza Vittorio Emanuele III.