“Oltre il silenzio”: La sintassi emotiva di Edoardo Gagliotti
Cultura & Spettacoli, Eventi
Giulia Bocchio  
29 Novembre 2025
ore
20:11 Logo Newsguard
La mostra

“Oltre il silenzio”: La sintassi emotiva di Edoardo Gagliotti

L'artista esplora la condizione interiore e le tensioni sociali attraverso la nuova serie di opere alla Galleria ‘Incontri con l’arte’ di Tortona

TORTONA – Nel progetto espositivo Oltre il silenzio, che inaugurerà domenica 30 novembre alle 17 negli spazi della Galleria ‘Incontri con l’arte’ di Via Emilia 168, a Tortona, l’artista Edoardo Gagliotti costruisce questa volta un sistema visivo composto da cinque elementi che funzionano come le lettere di un alfabeto essenziale, una struttura minimale ma estremamente densa che permette di leggere, con maggiore precisione e profondità, le dinamiche interiori che caratterizzano l’esperienza contemporanea.

“Cinque lettere essenziali, un alfabeto visivo attraverso cui leggere e decifrare in modo più profondo la nostra interiorità. Ogni quadro isola un principio formale e mentale che ritorna nel mio lavoro e che qui viene distillato nella sua forma più nuda” anticipa Gagliotti.

L’artista, infatti, non propone un linguaggio simbolico chiuso né un percorso interpretativo rigidamente definito, ma una serie di nuclei formali che si offrono come strumenti di decifrazione, segni che invitano a considerare l’interiorità non come un territorio nebuloso, ma come uno spazio articolato, attraversato da tensioni, fratture, resistenze e possibilità.

Dentro l’opera

All’interno di questo lessico si colloca The shape of absence, un’opera che si impone immediatamente per la sua capacità di coniugare gesto pittorico e dichiarazione concettuale in un unico campo di energia. Il fondo rosso, costruito attraverso strati sovrapposti di pigmento, non si limita a funzionare come una base cromatica, ma si comporta come una superficie organica, pulsante, che richiama il carattere fisico della carne, la vibrazione emotiva del sangue, la densità del desiderio e della collera, la spinta vitale che attraversa l’esistenza anche quando è compressa da forze esterne.

In questo rosso, che oscilla tra ferita aperta e materia incandescente, Gagliotti concentra l’urgenza stessa del nostro tempo, rendendo visibile una condizione che è psicologica e sociale.

The shape of absence

Su questa materia viva si innestano le barre metalliche orizzontali, introdotte come segmenti freddi, razionali, in netto contrasto con la vibrazione del fondo. La loro presenza non è mai addolcita o mediata: il metallo entra nella pittura come un corpo estraneo che interrompe, impone, delimita, trasformando la superficie in un campo di tensione in cui si manifesta la pressione invisibile ma costante delle strutture sociali interiorizzate. Ogni barra può essere letta come una regola, un codice comportamentale, un ruolo imposto o assunto, una forma di disciplinamento che, pur essendo apparentemente neutra, finisce per irrigidire il movimento interno dell’individuo e condizionare la sua percezione di sé.

Tuttavia, la rigidità del metallo non è assoluta perché in The shape of absence, la gabbia non è un destino, ma una configurazione temporanea; un sistema che, pur esercitando pressione, mostra già al suo interno i segni di una possibile disarticolazione. Da questa ambiguità la consapevolezza che la liberazione non è un atto impossibile, ma un processo che richiede uno sguardo capace di cogliere le crepe e un gesto volontario che le trasformi in varchi.

L’opera, nel suo insieme, funziona come una soglia e le architetture che emergono dalla composizione non rimandano a luoghi fisici ma a condizioni interiori, a stati emotivi e cognitivi che definiscono il modo in cui l’individuo si percepisce e si posiziona all’interno della rete sociale. In questo contesto, il vuoto non è un’assenza mutilante, ma un intervallo necessario in cui può germinare un’altra possibilità; una pausa che interrompe la continuità dell’oppressione e apre a un nuovo ordine della percezione.

Tra struttura e disgregazione

L’intero percorso di “Oltre il silenzio” si sviluppa come una mappa della tensione tra struttura e disgregazione, ancora una volta Gagliotti costruisce una grammatica estetica dell’esperienza contemporanea che non si limita a rappresentare l’individuo schiacciato dalle dinamiche sociali, ma evidenzia gli interstizi in cui possono nascere forme inattese di consapevolezza e, forse, di liberazione.

Il valore più rilevante di questa ricerca risiede nella sua capacità di tradurre in immagine la complessità di un disagio diffuso e al tempo stesso profondamente intimo, restituendo allo spettatore non la consolazione di una risposta ma la responsabilità di un confronto. In quel millimetro di crepa, in quell’irregolarità della saldatura, in quel rosso che non smette di pulsare, si apre uno spazio di possibilità che l’opera non occupa, ma custodisce.

L’iniziativa sarà visitabile gratuitamente dal 30 novembre all’8 dicembre 2025 e verrà inaugurata domenica 30 novembre alle ore 17.00.

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