Made in Italy, prorogata l’etichettatura d’origine: Coldiretti rilancia la battaglia in Europa
Economia
1 Gennaio 2026
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13:21 Logo Newsguard
Il caso

Made in Italy, prorogata l’etichettatura d’origine: Coldiretti rilancia la battaglia in Europa

Estesi fino al 31 dicembre 2026 i decreti sull’indicazione della provenienza. Oggi l’origine in etichetta copre l’80% della spesa alimentare. Ora l’obiettivo è renderla obbligatoria su tutti i cibi nell’Unione europea

ALESSANDRIA – La proroga dei decreti sull’etichettatura d’origine rappresenta un passo fondamentale per la tutela dei consumator. E conferma il ruolo dell’Italia come Paese leader nelle politiche di trasparenza e sicurezza alimentare. A sottolinearlo è Coldiretti Alessandria, che esprime soddisfazione per la decisione del Governo di estendere fino al 31 dicembre 2026 il regime sperimentale sull’indicazione obbligatoria della provenienza dell’ingrediente primario.

La misura riguarda prodotti simbolo del Made in Italy come pasta, riso, pomodoro, carni suine trasformate, latte e derivati lattiero-caseari. Rafforzando quindi il diritto dei cittadini a conoscere l’origine reale di ciò che portano in tavola.

Un risultato costruito nel tempo

«L’etichettatura obbligatoria degli alimenti rappresenta una storica conquista di Coldiretti – afferma il presidente di Coldiretti Alessandria Mauro Bianco –. Nata per garantire maggiore trasparenza, assicurare la tracciabilità dei prodotti e tutelare i cittadini consumatori. Grazie a queste battaglie oggi l’indicazione dell’origine copre circa l’80% della spesa alimentare».

Un traguardo che ha contribuito a rafforzare la fiducia dei consumatori e a valorizzare le produzioni agricole e agroalimentari italiane, distinguendole chiaramente da quelle di importazione.

L’impegno, però, non si ferma ai confini nazionali. «Coldiretti ha rilanciato questa battaglia anche a livello europeo – spiega il direttore di Coldiretti Alessandria Roberto Bianco – con una proposta di legge di iniziativa popolare europea. Obiettivo, rendere finalmente obbligatoria l’indicazione di origine su tutti i prodotti alimentari commercializzati nell’Unione europea».

Secondo Coldiretti, “solo una normativa chiara e uniforme potrà mettere fine all’inganno dei prodotti esteri camuffati da Made in Italy. Oggi reso possibile dalle falle del codice doganale europeo, che consente l’“italianizzazione” dei cibi anche dopo semplici trasformazioni marginali effettuate nel nostro Paese”.

Consumatori sempre più attenti all’origine

La domanda di trasparenza arriva direttamente dai cittadini. Secondo l’ultimo rapporto Coldiretti/Censis, l’87% degli italiani apprezza particolarmente l’italianità dei prodotti alimentari. Considerandola una garanzia di qualità e sicurezza, ed è disposto a spendere qualche euro in più per averla.

Un dato significativo riguarda anche le fasce più fragili. Oltre l’85% dei redditi più bassi continua a scegliere prodotti italiani, perché anche nei momenti di difficoltà economica a tavola non vuole rinunciare a qualità, sicurezza e salubrità.

Un patrimonio da difendere

La proroga dei decreti sull’etichettatura d’origine è quindi letta come un segnale politico e culturale forte. Difendere il Made in Italy significa tutelare i consumatori, sostenere il reddito degli agricoltori e preservare un patrimonio economico e identitario unico. Ora la sfida si sposta a Bruxelles, dove Coldiretti chiede che il principio della trasparenza sull’origine diventi una regola comune per tutti i Paesi membri, senza eccezioni.

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