Rigenerazione delle città, la Regione Piemonte stanzia 30 milioni per ridurre l’inquinamento
Politica
1 Gennaio 2026
ore
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L'iniziativa

Rigenerazione delle città, la Regione Piemonte stanzia 30 milioni per ridurre l’inquinamento

Via libera della Giunta regionale alla nuova misura Fesr proposta dall’assessore Marnati: fondi ai Comuni per mobilità sostenibile, infrastrutture verdi e qualità dell’aria

TORINO – La Regione Piemonte investe sulla rigenerazione urbana e sulla transizione ecologica con uno stanziamento complessivo di 30 milioni di euro. Destinato a ridurre l’inquinamento negli spazi urbani e a rafforzare la protezione della natura, della biodiversità e delle infrastrutture verdi.

Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati. E rappresenta uno degli interventi più rilevanti del Programma regionale Fesr 2021-2027 in materia ambientale. Le risorse saranno concesse esclusivamente agli enti pubblici sotto forma di sovvenzione, a fronte dei costi effettivamente sostenuti, con l’obiettivo di supportare le amministrazioni locali nella realizzazione di città più resilienti, vivibili e sostenibili.

Come sono ripartite le risorse

Il finanziamento complessivo di 30 milioni di euro è così suddiviso: 40% Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), 42% Stato e 18% Regione Piemonte. La misura rientra nella Priorità II “Transizione ecologica e resilienza” del Programma Fesr e sarà attiva dal 2026 al 2030. Garantendo  quindi una programmazione pluriennale degli interventi.

Contestualmente, la Giunta ha approvato anche lo stanziamento di 189.591,36 euro per l’assistenza tecnica necessaria alla gestione della misura. Che sarà curata dalla Direzione regionale “Ambiente, Energia e Territorio”.

Obiettivi: qualità dell’aria e mobilità sostenibile

La scheda tecnica approvata riguarda la Misura “Interventi per l’adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti”, in attuazione del Piano regionale della qualità dell’aria. L’obiettivo è ridurre in modo significativo le polveri sottili e gli ossidi di azoto, intervenendo soprattutto sul traffico veicolare urbano.

«Con questo provvedimento facciamo un passo decisivo verso la transizione ecologica delle nostre città – sottolinea l’assessore Matteo Marnati –. Metteremo a disposizione risorse concrete per combattere l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno. Rendere i centri urbani più sani e resilienti è una priorità assoluta per la salute dei cittadini e per la tutela del territorio».

Gli interventi finanziabili

La misura finanzierà progetti comunali che prevedano interventi infrastrutturali di ridisegno dello spazio pubblico. In particolare nelle aree adiacenti a poli attrattori come scuole e spazi pubblici. Sono ammissibili, tra gli altri, interventi di pedonalizzazione, istituzione o ampliamento di zone a 30 km/h, aree a traffico limitato e nuova segnaletica.

Sono inoltre previsti interventi per la mobilità attiva, come la realizzazione di percorsi ciclabili urbani, corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale, percorsi casa-scuola, pedibus, bike to school e progetti di scuole car-free. Obiettivo, ridurre l’uso dell’auto privata e la congestione nelle ore di punta.

Infrastrutture verdi e adattamento climatico

Accanto alla mobilità sostenibile, il provvedimento sostiene anche interventi di deimpermeabilizzazione del suolo, creazione di nuove infrastrutture verdi. E poi riqualificazione di piazze, parchi, giardini e aree gioco, azioni fondamentali per l’adattamento ai cambiamenti climatici e per la riduzione dell’effetto “isola di calore” nelle città.

I progetti potranno ottenere contributi fino al 90% dei costi ammissibili, con un massimo di 630.000 euro per i piccoli Comuni e fino a 1,8 milioni di euro per i capoluoghi e i Comuni sopra i 10.000 abitanti.

Modalità di accesso ai fondi

I finanziamenti saranno erogati tramite bando a sportello, che verrà predisposto dalla Direzione regionale competente. La selezione degli interventi avverrà secondo i criteri approvati dal Comitato di Sorveglianza del Pr Fesr 2021-2027, garantendo trasparenza e coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile della Regione Piemonte.

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