Rsa, rette in aumento da gennaio: M5S chiede lo stop immediato alla Giunta Cirio
Politica
1 Gennaio 2026
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15:26 Logo Newsguard
Il caso

Rsa, rette in aumento da gennaio: M5S chiede lo stop immediato alla Giunta Cirio

Unia, Disabato e Coluccio: «Rincari oltre il 10%, fino a 5 mila euro l’anno. A pagare sono famiglie già in difficoltà. La Regione intervenga subito»

ALESSANDRIA – Un Capodanno amarissimo per migliaia di famiglie piemontesi con un parente non autosufficiente ricoverato in Rsa. A denunciarlo sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Alberto Unia, Sarah Disabato e Pasquale Coluccio. Che parlano di aumenti unilaterali delle rette superiori al 10% a partire da gennaio. Con rincari che in molti casi superano i 5 mila euro annui.

Secondo il M5S “si tratta di un vero e proprio salasso per persone fragili e nuclei familiari già in grande difficoltà. Chiamati a sostenere costi sempre più elevati a causa della mancata copertura della quota sanitaria da parte delle Asl. Una situazione che – denunciano i consiglieri – finisce per trasformare anziani e malati cronici non autosufficienti in clienti. Scaricando sulle famiglie il peso economico di un servizio essenziale”.

Il nodo normativo e il ruolo della Regione

“Gli aumenti – sottolineano Unia, Disabato e Coluccio – sarebbero inoltre in palese contrasto con la normativa regionale vigente. La delibera 38/2024, infatti, prevede il blocco delle tariffe delle strutture residenziali non convenzionate ai livelli fissati nel 2022. Un vincolo che oggi verrebbe ignorato senza che la Regione intervenga per farlo rispettare”.

A rendere la situazione ancora più critica è il fatto che non si registrano miglioramenti nei servizi offerti, mentre molti gestori continuano a beneficiare di regole straordinarie introdotte durante l’emergenza Covid, ormai superata.

La richiesta del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle chiede “alla Giunta Cirio di smettere di raccontare una realtà rassicurante che non esiste. E di intervenire immediatamente. Le richieste sono chiare. Sospensione immediata dei rincari, rispetto delle delibere regionali e soprattutto un intervento strutturale che garantisca la piena copertura sanitaria pubblica per i non autosufficienti. È necessario – ribadiscono i consiglieri – rimettere al centro la dignità delle persone fragili. Evitando che il costo dell’assistenza ricada interamente sulle famiglie, già provate da una situazione economica complessa”.

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