Le sfide di Alessandria: cosa ci attende nel 2026
Per i Grigi una sfida tutt'altro che impossibile
Società
Massimo Brusasco  
2 Gennaio 2026
ore
10:58 Logo Newsguard
L'analisi

Le sfide di Alessandria: cosa ci attende nel 2026

Infrastrutture, cultura, sport: potrebbe essere un anno decisivo (in una città più pulita?)

ALESSANDRIA – Un anno di grandi sfide. Si dice sempre così in questo periodo. E, mandato in archivio quel che è stato (spesso senza rimpianti), si dibatte sui progetti dei 12 mesi che seguiranno.

E allora, proviamo a ragionare su Alessandria, consci del fatto che non solo il cassetto dei  buoni propositi trabocca, ma che effettivamente qualche elemento di novità l’avremo.

 Sfide: meno auto, più decoro

Il capoluogo, intanto, avrà una nuova area pedonale. Scontenterà molti ma ormai non se ne può fare a meno, ammesso che i divieti alle auto siano supportati da un miglioramento del trasporto pubblico.

Questa è una sfida doppia: la prima al conservatorismo (non siamo molto inclini ai cambiamenti); la seconda è dovuta al fatto che sarà l’ultimo anno “pieno” della Giunta Abonante (si voterà nel 2027) e, per tradizione, nel rush finale si cerca di non fare troppi rotti. Ma, ogni tanto, qualche elemento di rottura è necessario.

Tra le macro sfide rientra il cercare di avere una città più pulita. Dipende da chi raccoglie e smaltisce i rifiuti, ma anche dalla “cultura” dei cittadini (cercasi metodo efficace per dissuadere chi butta i rifiuti a caso: multe salate?). Sul decoro urbano siamo molto indietro.

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Dal Teatro ai Grigi

Indubbiamente, si fanno progressi sul Teatro Comunale e sul polo museale di San Francesco: il 2026 potrebbe offrirci qualche interessante sorpresa perché i lavori sono in dirittura d’arrivo. C’è bisogno di spazio per proporre cultura: finora ci si è arrabattati, ma Alessandria merita qualcosa in più.

Lo merita anche sotto il profilo sportivo, naturalmente. L’Eccellenza dev’essere visto solo come un campionato di passaggio, la promozione in Serie D è una tappa obbligatoria nel processo di crescita. I tifosi non mancano; il presidente Barani è determinato e con le idee chiare.

E, a proposito di sport, non si può dimenticare che a maggio il Giro d’Italia passerà dalle nostre parti, prima con l’arrivo di tappa a Novi Ligure, poi con la partenza da Alessandria. Bisognerà farsi trovare pronti (ma, su questo fronte, non ci sono molti dubbi).

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Sanità e ricerca

Infine, ma per importanza sarebbe un argomento meritevole dell’incipit, la grande sfide riguarda la Sanità. Il nuovo Piano sanitario regionale lascia perplessi alcuni ed entusiasti altri. Nella schiera dei soddisfatti, rientra chi, ad Alessandria, si batte per la ricerca.

Questo è un punto nodale perché la ricerca sta alla base delle cure. Il legame tra Ospedale e Università è fondamentale, la Facoltà di Medicina qualifica tanto l’Ateneo quanto l’Azienda (e dà linfa pure al collegio Santa Chiara). Se arrivasse la promozione a Irccs potremmo dire di essere davvero all’avanguardia.

 

Il bisogno di dignità

Poi, certo, rimane il nodo atavico delle liste d’attesa, delle code al pronto soccorso, della carenza di posti letto… ma questa è materia, anzitutto, per l’assessore regionale Federico Riboldi, ben conscio dei problemi da risolvere.

Infine, tra le sfide, quella del volontariato, che va incentivato, favorito, sostenuto. Senza il cosiddetto Terzo settore, tutto diventa difficile, tanto più in periodo di recessione economica. Le povertà sono anche da noi, le code alle mense di carità e ai centri d’ascolto sono sempre più lunghe. Eliminarle del tutto sarà impossibile; contribuire a restituire dignità a chi vive ai margini è un dovere civile che dipende  anche da ognuno di noi. Noi che, se nelle possibilità, non dovremmo delegare…

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