Garante anziani di Alessandria: “Obiettivi e criticità per il 2026”
Paola Ferrari traccia il bilancio sulla condizione della terza età: tra fragilità crescenti, costi insostenibili delle Rsa e la necessità di un cambio di paradigma nelle politiche pubbliche
ALESSANDRIA – Gli anziani rappresentano oggi uno dei pilastri della società, una risorsa fondamentale sotto il profilo sociale e familiare. Maa al tempo stesso una fascia sempre più esposta al rischio di marginalizzazione.
È il quadro delineato da Paola Ferrari, Garante dei diritti degli anziani del Comune di Alessandria. Che ha analizzato criticità e priorità di intervento in vista del 2026.
“L’invecchiamento progressivo della popolazione impone alle istituzioni un ripensamento profondo delle politiche pubbliche. Non solo assistenza, ma inclusione, partecipazione e riconoscimento del ruolo attivo degli anziani nella comunità. Un orientamento in linea con gli indirizzi europei e con la Carta dei diritti degli anziani, che richiama gli enti pubblici alla tutela della dignità e dei diritti nella terza età”.
Il valore sociale degli anziani
Accanto alle fragilità, Ferrari sottolinea il ruolo centrale degli anziani nel tessuto sociale. In particolare nel sostegno alle famiglie e nella cura dei nipoti. “Una funzione spesso invisibile ma determinante. Che contribuisce alla tenuta sociale delle comunità locali e che merita maggiore riconoscimento anche nelle politiche pubbliche”.
Tuttavia, a fronte di questo valore sociale, emergono criticità strutturali nell’accesso ai servizi socio-sanitari. “Soprattutto per le persone non autosufficienti o affette da patologie croniche e degenerative”.
Accesso alle Rsa e sistema di valutazione
Uno dei nodi principali riguarda l’accesso alle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) in regime di convenzione. “Il sistema di valutazione prevede l’ingresso solo oltre la soglia di 24 punti. Chi ottiene punteggi leggermente inferiori, come 22 o 23, viene classificato come caso ‘differibile’. Una condizione che riconosce la fragilità ma non consente l’accesso immediato alla struttura. In questi casi, le famiglie sono costrette a sostenere interamente il costo della retta. Arrivando a coprire anche la quota sanitaria che spetterebbe all’Asl, oppure a rivolgersi al mercato privato, con un forte impatto economico e sociale”.
Costi elevati e sostenibilità per le famiglie
Le rette mensili delle Rsa variano in modo significativo:
per i livelli assistenziali più bassi si parte da 2.130 euro al mese, si sale a 2.310 euro per i livelli intermedi, fino ad arrivare a 3.960 euro per le situazioni più complesse.
“Su base annua, la spesa può oscillare tra 25.500 e 47.500 euro. Cifre spesso insostenibili se rapportate al reddito medio annuo delle famiglie piemontesi, compreso tra 42 e 49mila euro. Un dato che si inserisce in un contesto sociale già fragile, dove l’8,8% delle famiglie vive in povertà relativa, percentuale che sale al 13% per i singoli individui“.
Le priorità per il 2026
Guardando al prossimo anno, la Garante degli anziani intende rafforzare il proprio ruolo di monitoraggio, stimolo e raccordo con le istituzioni.
Tra gli obiettivi principali indicati da Paola Ferrari figurano:
- il confronto costante con associazioni, operatori e realtà del territorio.
- La valorizzazione e la messa in rete delle esperienze già attive.
- L’individuazione delle criticità nei servizi e la ricerca di soluzioni concrete.
- La promozione dell’anziano come protagonista attivo della vita sociale e non solo come destinatario di assistenza.
“L’obiettivo – sottolinea Ferrari – è costruire una comunità in cui l’anziano sia riconosciuto come una risorsa preziosa, tutelata e rispettata. Dare contenuto concreto all’inclusione e alla difesa dei diritti significa lavorare per una società moderna, giusta e dal volto umano”.