Alessandria, Fabbio (Udc): “Usa-Venezuela, la confusione voluta del Pd”
Politica
5 Gennaio 2026
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16:37 Logo Newsguard
Il commento

Alessandria, Fabbio (Udc): “Usa-Venezuela, la confusione voluta del Pd”

L'ex sindaco critica la posizione del Partito Democratico sulla crisi venezuelana: «Si confondono principi e modalità, dimenticando libertà e democrazia»

ALESSANDRIA – La posizione del Partito Democratico sulla crisi in Venezuela finisce nel mirino di Piercarlo Fabbio, esponente dell’Udc. Che parla apertamente di una “confusione voluta” tra principi e modalità di intervento in politica internazionale.

«Sono preoccupato, da vero democratico, per la deriva imboccata dal Pd dopo i fatti del Venezuela», afferma Fabbio. Sottolineando come “in una democrazia anche l’opposizione debba essere tutelata perché rappresenta una possibile alternativa di governo”. Secondo l’esponente centrista, però, il Pd “fa prevalere le modalità sui principi, confondendo valori e azioni che dovrebbero invece esserne una naturale conseguenza”.

Al centro della riflessione ci sono i concetti di libertà e democrazia, che Fabbio definisce «principi irrinunciabili». «Che cosa vi è di più alto se non restituire la libertà a un popolo oppresso? E che cosa di più importante se non garantire elezioni vere e non una farsa?», si chiede, ricordando come nella storia «i dittatori non siano mai stati rimossi con il loro consenso».

“Il diritto è strumento, non principio”

Nel suo intervento, Fabbio contesta anche il frequente richiamo al “diritto internazionale” fatto dal Pd. «Il diritto è uno strumento, non un principio. È pragmatismo, non valore in sé». E sul tema dell’“imperialismo” osserva come si tratti di «una categoria superata, un retaggio sessantottesco», sostenendo che oggi lo scontro globale sia «semmai tra civiltà, non una prosecuzione del vecchio colonialismo».

L’esponente Udc entra poi nel merito della situazione venezuelana, ricordando alcuni dati. «Parliamo di un’inflazione all’800%, di un Pil crollato dell’80%, di 8-9 milioni di persone emigrate in pochi anni, di oppositori incarcerati e torturati». Una situazione che, a suo avviso, chiama in causa anche altri principi fondamentali, come «la tutela della vita e la sicurezza dei cittadini», soprattutto in relazione al traffico di droga che «parte dal Venezuela e arriva nei Paesi occidentali».

Fabbio respinge l’idea che i Paesi colpiti dal narcotraffico debbano limitarsi ad agire solo entro i propri confini. «Sarebbe paradossale disinteressarsi della filiera che alimenta quel traffico. Tutto è sbagliato se fatto dal tycoon, tutto è illegittimo se fatto da un repubblicano sui generis», osserva Fabbio, ricordando come «neppure i Democratici americani siano riusciti a contrapporre argomentazioni decisive».

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