Licenziamenti alle Terme, dalle opposizioni critiche al Comune
Lo stabilimento termale 'Regina' di Acqui Terme
Politica
Alessandro Francini  
6 Gennaio 2026
ore
19:08 Logo Newsguard
Acqui Terme

Licenziamenti alle Terme, dalle opposizioni critiche al Comune

La Nostra Acqui: "Agli atteggiamenti baldanzosi ora si sostituiscano confronti costruttivi". Il Pd: "Nei rapporti con le Terme la città prenda atto del fallimento del Sindaco"

ACQUI TERME – Il licenziamento dei dipendenti delle Terme di Acqui ha inevitabilmente generato le reazioni delle forze politiche acquesi.

Oltre alle dichiarazioni di vicinanza e solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento curativo Nuove Terme, dalla minoranza del Consiglio comunale giungono critiche sull’operato dell’amministrazione del sindaco Danilo Rapetti e su quello degli stessi organi regionali.

La nostra Acqui

«Dopo l’ultima Commissione Terme – dichiara Elena Trentini, capogruppo de “La nostra Acqui – era apparso chiaro a tutti i presenti che la situazione fosse più intricata e critica di quanto le esternazioni del Sindaco avessero lasciato supporre. Sono passati più di due anni dall’emanazione della legge regionale che sancisce la scadenza delle concessioni in mano a Terme di Acqui e ancora i soggetti istituzionali coinvolti, Comune, Provincia, Regione, sembrano non avere individuato un percorso privo di rischi nella conduzione della questione. Proprio nei risvolti della normativa la Società potrebbe trovare un alibi per la chiusura, salvo interventi urgenti da parte della Regione».

«Oggi Rapetti e l’Amministrazione – continua Elena Trentini – si vedono costretti ad un bagno nelle acque tutt’altro che bollenti della realtà. Davanti al terribile impatto che queste evoluzioni hanno sulla vita delle famiglie dei lavoratori e per l’intera città, devono ora prevalere la concretezza e il senso di responsabilità: ai comunicati baldanzosi, alle fughe in avanti dal sapore vagamente elettorale e all’impiego di ingenti risorse per “Piani Strategici” basati su elementi oggi del tutto aleatori, si sostituiscano i confronti costruttivi fra i legali incaricati dagli Enti e quelli di Terme di Acqui, oltre ad un assiduo coinvolgimento di tutto il Consiglio Comunale nella sua funzione di rappresentanza civica».

Partito Democratico

Dal circolo del Partito Democratico, rappresentato a Palazzo Levi dal consigliere Carlo De Lorenzi, fari puntati «sull’inadeguatezza mostrata dal Comune nella gestione della situazione. Sia il Sindaco che la giunta – sottolineano i “dem” acquesi – sapevano benissimo quanto fosse indispensabile garantire a Pater l’acqua necessaria per le cure sanitarie, togliendo cosi ogni alibi e magari evitare i licenziamenti. Ora la certezza è che bisogna intervenire in una posizione di ulteriore debolezza».

Dal circolo del Pd, poi, un affondo diretto a Danilo Rapetti, «che ha vinto le elezioni con la promessa di essere in grado di gestire meglio, rispetto alla precedente amministrazione, i rapporti con le Terme. Crediamo che gli acquesi debbano prendere atto del fallimento. La delega concessa dalla Regione in via sperimentale al Comune di Acqui per la gestione delle concessioni non può più essere delegata al Sindaco, ma va supportata e supervisionata dalla Regione, cosi come indicato nell’Ordine del Giorno proposto dal Consigliere Regionale Domenico Ravetti approvato all’unanimità. Ora è il momento di muoversi concretamente, aprendo opportuni tavoli di crisi in Regione, per garantire da subito i lavoratori coinvolti, ma anche certezze all’intero comparto termale e turistico».

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