Alessandria: Amag Ambiente, la protesta dei lavoratori diventa caso politico. Raccolta firme contro la privatizzazione
Locci (FdI) con i sindacalisti davanti alla sede di Amag Ambiente
Politica
7 Gennaio 2026
ore
20:17 Logo Newsguard
La polemica

Alessandria: Amag Ambiente, la protesta dei lavoratori diventa caso politico. Raccolta firme contro la privatizzazione

Intervento della Lega. E anche Fratelli d’Italia porta in Consiglio comunale le firme dei dipendenti

ALESSANDRIA – La raccolta firme dei dipendenti di Amag Ambiente irrompe ufficialmente nel dibattito politico cittadino. E si trasforma in un caso trasversale che coinvolge più forze di opposizione. Prima la presa di posizione della Lega, poi Fratelli d’Italia annuncia iniziative istituzionali per portare la voce dei lavoratori all’attenzione del Consiglio comunale.

Nella giornata di oggi Emanuele Locci, presidente del gruppo consiliare di FdI, ha ricevuto formalmente i moduli sottoscritti dai dipendenti di Amag Ambiente Spa. Nel documento, i lavoratori contestano apertamente «l’intenzione di mettere a gara il servizio di raccolta rifiuti e la vendita e/o la cessione di quote a un soggetto privato». Chiedendo che «l’azienda rimanga interamente a capitale pubblico al servizio del territorio alessandrino».

Alla consegna erano presenti anche le rappresentanze sindacali unitarie: Carmelo Sofi e Massimo Berti per Uil Trasporti, Mauro Saccardo per Cgil e Vasile Cucu per Fiadel. Che hanno chiesto a Locci di farsi portavoce della posizione dei lavoratori nelle sedi istituzionali. «Queste firme sono un messaggio chiarissimo: i lavoratori chiedono certezze sul futuro dell’azienda e del servizio – afferma Locci –. Da mesi porto in Consiglio comunale una battaglia che oggi trova ulteriore forza. No a privatizzazioni, no a gare costruite per cedere quote e gestione ai privati. Amag Ambiente deve restare un presidio pubblico al servizio della città e del territorio».

Locci punta il dito anche contro l’indirizzo che l’amministrazione starebbe valutando sul piano operativo. «Da oltre tre anni – sottolinea – la giunta di sinistra guidata dal sindaco Abonante tenta di predisporre una gara senza arrivare a un esito chiaro. Nel frattempo si parla di un ritorno al porta a porta spinto: un modello che rischia di tradursi in maggiori costi, ulteriori aumenti della Tari, più mezzi in circolazione, maggiore impatto ambientale e un lavoro più usurante per gli operatori. È un passo indietro».

«Trasmetterò al sindaco e al presidente del Consiglio comunale le firme dei lavoratori – conclude –. E porrò con forza la questione politica di un’azienda che oggi sta investendo e assumendo, e che potrebbe gestire in autonomia i servizi ambientali. Serve trasparenza totale sulle vere ragioni di una scelta che rischia di far pagare cittadini e lavoratori per molti anni. La discussione deve tornare in Consiglio comunale, alla luce del sole, con atti e numeri alla mano».

Anche Roggero (Lega) all’attacco

Una linea che si affianca a quella già espressa dal capogruppo della Lega, Mattia Roggero. Che ha chiesto al sindaco Giorgio Abonante di riferire in aula sulla cosiddetta gara “a doppio oggetto”, ferma da oltre due anni. E, anche sulla raccolta firme che coinvolgerebbe 171 dipendenti su 174, praticamente la totalità della forza lavoro.

Roggero rivendica anche il ruolo svolto dal suo partito sul fronte dell’acqua pubblica. «Nel 2025 – ricorda – abbiamo condotto, spesso in solitudine, una battaglia che ha portato alla nascita di So.Ge.Ri e allo sblocco di 15 milioni di euro di fondi Pnrr a fondo perduto, fondamentali per il rifacimento degli acquedotti. Ora chiediamo la stessa chiarezza e lo stesso impegno sul ciclo dei rifiuti».

Il nodo politico resta aperto. «A poco più di un anno dalla fine del mandato – incalza Roggero – l’amministrazione intende davvero procedere con la gara a doppio oggetto, di fatto aprendo alla privatizzazione del servizio? E come si pone il sindaco rispetto alla petizione dei dipendenti, preoccupati per il futuro dell’azienda e per i loro posti di lavoro?».

Nel mirino del capogruppo della Lega finisce anche la qualità del servizio e il peso della Tari sulle famiglie. «Da tre anni – osserva – la tassa rifiuti è in costante aumento, con nuove voci di costo come lo scorporo delle spese per lo spostamento dei cassonetti condominiali. In compenso, quartieri e sobborghi sono sempre più sporchi, aumentano gli abbandoni di rifiuti e i cassonetti non svuotati». Una situazione che, secondo Roggero, evidenzia «l’inadeguatezza della governance scelta dal sindaco Abonante e l’immobilismo sulla gara, che resta nel limbo da due anni».

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