Amag Ambiente, Locci (FdI): “Il problema non sono i lavoratori, ma la governance”
Politica
10 Gennaio 2026
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La polemica

Amag Ambiente, Locci (FdI): “Il problema non sono i lavoratori, ma la governance”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale interviene ancora sul futuro del ciclo dei rifiuti ad Alessandria, chiedendo trasparenza, dati concreti e un confronto politico in aula

ALESSANDRIA – “Dopo la replica di Amag Ambiente e le dichiarazioni della maggioranza è necessario riportare questa vicenda sul terreno della realtà e della responsabilità politica. Le scelte sul ciclo dei rifiuti e sul futuro non possono essere gestite a colpi di comunicati stampa”. Così Emanuele Locci, presidente del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, interviene nel dibattito che da giorni anima il confronto politico cittadino.

Locci rivendica la legittimità della mobilitazione interna all’azienda. “Alla raccolta firme hanno aderito tutte le Rsu e la quasi totalità dei dipendenti, compresi dirigenti e quadri. Trovo curioso che Amag sostenga che ‘non risulta’ un’adesione generalizzata. I numeri sono reali, se ne prenda atto”.

Secondo l’esponente di FdI, l’iniziativa non è stata improvvisa né strumentale. “Il 3 dicembre mi sono recato in Amag Ambiente e ho incontrato l’allora presidente, oggi amministratore delegato, Paolo Borbon, insieme ai vertici aziendali. In quell’occasione, davanti all’assemblea dei lavoratori, la contrarietà alla privatizzazione è stata netta e corale”.

Raccolta firme e gara: “No a letture strumentali”

Locci ricostruisce anche il passaggio che ha portato alla raccolta firme. “Fu lo stesso Borbon a osservare che, se non si condivideva l’indirizzo del socio, bisognava dirlo al socio, non a lui. Suggerendo la strada della raccolta firme. Da lì la decisione delle Rsu e la mia disponibilità a farmi portavoce in Comune”.

Sul tema della gara d’appalto, Locci respinge l’interpretazione proposta dall’azienda. “Amag richiama il protocollo del 5 novembre sulla clausola sociale per sostenere che la gara sia obbligata. Non è così. La clausola tutela i lavoratori, ma non impone la gara. Lo ha chiarito Porta, e UilTrasporti si è dissociata da quanto riportato nel comunicato aziendale”.

Il consigliere sottolinea come l’utilizzo di dichiarazioni sindacali di mesi precedenti sia avvenuto “in modo strumentale, fuori contesto”.

La linea della Regione e il nodo del metodo di raccolta

Per Locci il punto centrale viene spesso eluso. “La Regione Piemonte indica come priorità la misurazione puntuale del rifiuto indifferenziato, per applicare la tariffazione puntuale. E, in alternativa o integrazione, la raccolta con sacco conforme o sacco prepagato. Questa è la direzione: rendere misurabile e tracciabile il conferimento”.

Da qui la posizione politica. “Sì alla modernizzazione dei cassonetti e alle soluzioni che portano alla raccolta puntuale. No a un ritorno ideologico al porta a porta, presentato come panacea. In una città come Alessandria, dove il porta a porta è già presente in alcune zone, non risulta più efficiente dei cassonetti stradali: spesso è solo più costoso e più complesso”.

Locci sfida chi sostiene il contrario. “Se qualcuno afferma che il porta a porta sia sempre migliore, lo dimostri con dati, costi e risultati comparativi”.

Investimenti, Tari e responsabilità gestionali

Un altro passaggio riguarda gli investimenti: “Amag Ambiente sostiene che per migliorare il servizio servano risorse importanti. Ma l’azienda ha già avviato investimenti per circa 4,5 milioni di euro, dimostrando di poter investire anche senza un socio privato”.

Locci richiama anche i dati occupazionali. “Durante l’incontro del 3 dicembre mi è stato riferito che nel 2025 ci sono state 44 assunzioni. E che nel 2026 ne sarebbero previste altre 30. Bene, ma si chiarisca pubblicamente quali fabbisogni coprono e quale impatto avranno su costi e organizzazione. Perché ogni euro in più rischia di finire in bolletta sotto forma di Tari”.

Netta la presa di posizione sui lavoratori. “Leggo commenti ingiusti contro gli operatori. Il problema non sono i lavoratori. Se il servizio ha criticità, le responsabilità stanno nella governance, nel management e nell’indirizzo politico: programmazione, controlli, organizzazione e obiettivi”.

Locci parla anche di “criticità e contestazioni” emerse negli ultimi anni su affidamenti sotto soglia, frazionamenti, consulenze e decisioni gestionali non sempre coerenti con il pubblico interesse.

Smart City e futuro delle scelte strategiche

Sul piano politico, Locci respinge le accuse della maggioranza. “Mi si accusa di essere stato contrario al progetto Smart City e ora di rivendicarlo. È falso. Ho chiesto più volte, anche con atti formali, di non abbandonare quel percorso di innovazione. È la maggioranza che tenta di riscrivere la storia”.

Infine l’annuncio. “La prossima settimana consegnerò formalmente le firme al sindaco e al presidente del Consiglio comunale. Chiedendo che le scelte strategiche sul ciclo dei rifiuti tornino in aula. Sono decisioni che vincolano la città per anni e non possono essere prese in stanze chiuse”.

Locci ribadisce che “la gara a doppio oggetto non è l’unica strada possibile” e indica un’alternativa. “Amag Holding può acquisire la quota oggi in capo al Consorzio di Bacino per riprendere il controllo totale della società. Poi si lavori su efficienza, raccolta puntuale, obiettivi misurabili, controlli e trasparenza. Ricordando che dalla vendita delle reti del gas potrebbero arrivare decine di milioni di euro da investire su reti idriche e rifiuti”.

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