Casale, ecco la diagnostica del futuro: attivata la biopsia prostatica “Fusion” con sistema Koelis
Società
10 Gennaio 2026
ore
09:49 Logo Newsguard
Sanità

Casale, ecco la diagnostica del futuro: attivata la biopsia prostatica “Fusion” con sistema Koelis

All’Ospedale Santo Spirito parte una procedura diagnostica di altissimo livello per il tumore alla prostata. Una tecnologia avanzata, riservata a casi selezionati, che rafforza il ruolo del presidio casalese nella Sanità piemontese di prossimità

ALESSANDRIA – Una vera e propria rivoluzione tecnologica ha preso il via questa mattina, alle 8.30, nel reparto di Urologia dell’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato. Con l’attivazione del servizio di biopsia prostatica con tecnica “Fusion”. Un passo decisivo che consente al presidio casalese di mettere a disposizione dei cittadini una delle innovazioni più avanzate a livello internazionale per il contrasto al tumore alla prostata.

È importante sottolineare che non si tratta di un esame di base o di routine. Ma di una procedura diagnostica altamente specialistica, che richiede una corretta e precisa indicazione clinica. L’esame è destinato a pazienti selezionati, nei quali la tecnologia può fare realmente la differenza nel percorso di cura. Sarà quindi lo specialista, nell’ottica del benessere del paziente, a valutare di volta in volta l’appropriatezza dell’indicazione.

Il sostegno delle istituzioni e il valore per il territorio

Il sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra, accompagnato dal vicesindaco Luca Novelli, ha espresso grande soddisfazione per un traguardo che rafforza il legame tra l’ospedale e la comunità. Un motivo di orgoglio per la città, che vede il Santo Spirito confermarsi polo di riferimento capace di coniugare ricerca e assistenza.

Secondo il primo cittadino, “la possibilità per un paziente di accedere a un esame così all’avanguardia senza doversi spostare verso altre strutture rappresenta una prova concreta dell’efficacia della sinergia tra Regione, Asl e territorio. In grado di offrire risposte rapide e di qualità alla domanda di salute”.

L’attivazione della nuova tecnologia, proposta dal dottor Fabio Bonini, Responsabile f.f. del reparto di Urologia, è stata fortemente sostenuta dall’assessore Regionale alla Sanità Federico Riboldi, presente alla visita inaugurale.

Alta tecnologia e medicina di prossimità

Lo stesso Riboldi ha sottolineato come “l’introduzione della tecnica Fusion esprima la volontà precisa di portare l’alta tecnologia direttamente sul territorio. Evitando ai cittadini del Casalese i disagi legati a trasferte verso altre strutture specialistiche. Un modello che unisce eccellenza tecnologica e sanità di prossimità, garantendo la migliore diagnostica disponibile sul mercato mondiale”.

Grazie a una funzione esclusiva denominata “Organ Base Tracking”, il sistema agisce come un vero e proprio navigatore per il chirurgo. Guidandolo con precisione millimetrica sul punto esatto della lesione. Un approccio che eleva in modo significativo l’accuratezza diagnostica e riduce i margini di errore.

Sulla stessa linea si è espresso il Direttore Generale dell’Asl Al, Francesco Marchitelli. Evidenziando come “l’attivazione della tecnica Fusion a Casale si inserisca in un percorso di ammodernamento volto a rendere l’Azienda sanitaria un modello di efficienza e avanguardia clinica. Dove l’umanizzazione delle cure passa anche dall’adozione di tecnologie più sicure e meno invasive”.

Un pilastro della nuova governance clinica

Il Direttore Sanitario Massimo D’Angelo ha aggiunto che “il sistema Koelis rappresenta un pilastro della nuova governance clinica aziendale. Migliorando in modo significativo l’intero percorso assistenziale del paziente oncologico”. Anche il Direttore Amministrativo Stefano Bergagna ha sottolineato “l’importanza della tecnologia in termini di razionalizzazione dei percorsi e di gestione delle risorse. Consentendo in molti casi di non ricorrere alla sala operatoria, che resta così disponibile per altre necessità”.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione