Fondi etici: rendono di più o di meno rispetto agli altri?
Un’analisi dettagliata mette a confronto i fondi etici con quelli tradizionali: rendimenti leggermente inferiori, ma rischi più contenuti e scelte di investimento coerenti con valori ambientali e sociali
Fare confronti tra fondi comuni d’investimento è sempre complesso: troppe le variabili in gioco e il fattore tempo è determinante. Per questo motivo, l’analisi è stata impostata su basi oggettive e omogenee, prendendo in esame fondi con pari caratteristiche — azionari globali ad alta capitalizzazione, definiti “misti” — su un orizzonte temporale di cinque anni, selezionando cinque società di gestione italiane e utilizzando dati quantitativi da un database specializzato.
Il fondo di Etica Sgr si posiziona, come molti altri, su una valutazione complessiva media (3 stelle Morningstar). Se si considera uno degli indicatori principali, quello dell’extrarendimento, il fondo etico risulta sì positivo, ma con l’indice più basso tra i confrontati. Inoltre, solo due dei cinque fondi analizzati — tra cui quello di Etica — non hanno battuto il proprio benchmark.
Difensivo e poco volatile, ma con rendimenti contenuti
Due aspetti positivi del fondo Etica emergono chiaramente: è quello gestito in modo più difensivo e con la volatilità più bassa, ovvero presenta le oscillazioni di prezzo più contenute nel tempo. Tuttavia, in termini di rendimento, risulta inferiore agli altri sia nei due anni precedenti sia nell’anno in corso.
Una possibile spiegazione? Gli investimenti in armi — esclusi dai fondi etici — hanno registrato performance interessanti negli ultimi due-tre anni. Etica Sgr, infatti, seleziona i propri investimenti attraverso criteri di esclusione (ad esempio niente armi o nucleare) e di inclusione (privilegiando settori con buone pratiche ESG: ambientali, sociali e di governance).
Inoltre, nel 2025 il fondo presenta un’esposizione azionaria più bassa rispetto agli altri (circa 85%) e un’elevata quota di liquidità (quasi 15%), probabilmente per cogliere nuove opportunità di mercato. Di contro, è stato anche il fondo che ha perso meno nel difficile 2022. E guardando agli anni precedenti, il rendimento era in linea con gli altri.
Scelte geografiche e settoriali
Dal punto di vista qualitativo, il fondo risulta sottoesposto sugli USA, ma sovraesposto sull’Eurozona e sul Giappone. A livello settoriale, punta fortemente su titoli ciclici (71%) come tecnologia e beni industriali, è più esposto degli altri nell’immobiliare e meno nella finanza. Nella componente “difensiva”, predilige il settore salute, su cui è sovraesposto rispetto ai competitor.
Costi nella media e gestione stabile
Dal punto di vista dei costi di gestione, il fondo si mantiene in linea con gli altri. Anche la continuità del team di gestione è un punto di forza: invariato dal 2012.
Conclusioni: una scelta di equilibrio tra rendimento e valori
Trarre conclusioni è difficile e soggettivo. I fondi comuni sono strumenti complessi e non sempre facilmente comparabili. Questa analisi ha cercato di utilizzare criteri chiari e strumenti professionali, concentrandosi su una categoria omogenea e un periodo significativo di osservazione.
Quel che emerge è che i fondi etici non costano di più, possono rendere leggermente meno, ma presentano un livello di rischio tendenzialmente più basso, a parità di categoria.
Ogni investitore, in base ai propri obiettivi e al supporto del consulente finanziario, può decidere se inserire nel proprio portafoglio una quota — anche parziale — di fondi etici.
Etica Sgr è l’unica società italiana che propone esclusivamente fondi etici dal 2000, ma sempre più gestori includono oggi nel proprio catalogo prodotti ESG-oriented.