Disastro ambientale in Fraschetta: la comunità senza saloni pubblici si ritrova in chiesa
Cronaca, Fotogallery
Monica Gasparini  
14 Gennaio 2026
ore
11:01 Logo Newsguard
Dossier Spinetta

Disastro ambientale in Fraschetta: la comunità senza saloni pubblici si ritrova in chiesa

Adesso la lotta contro l'inquinamento ha un nome: "Ce l'ho nel sangue. Giustizia per Spinetta e per tutta la Fraschetta". Uno slogan che mostra una realtà che fa paura perché nel sangue dei cittadini ci sono i Pfas, sostanze chimiche perenni pericolosissime

SPINETTA MARENGO – Adesso la lotta contro il disastro ambientale ha un nome: “Ce l’ho nel sangue. Giustizia per Spinetta e per tutta la Fraschetta”. Uno slogan che mostra una realtà che fa paura, perché nel sangue dei cittadini ci sono i Pfas, sostanze chimiche perenni pericolosissime. E per molti, i valori riscontrati sono preoccupanti.

Lunedì sera si è tenuta l’assemblea pubblica a Spinetta organizzata dal Comitato Stop Solvay, il Gruppo Vivere in Fraschetta e Greenpeace Alessandria: erano presenti Alessandro Gianni (responsabile relazioni istituzionali e scientifiche di Greepeace Italia), Michela Sericano (attivista ambientale), Vittorio Martone (professore Università di Torino), Alice Ravinale (capogruppo Alleanza Verdi e Sinistra regionale Piemonte) e Cristina Guarda (europarlamentare Alleanza Verdi e Sinistra) a Spinetta Marengo, in via Genova, nella parrocchia della Natività di Maria. E tantissime persone, anche se si è percepita l’assenza degli amministratori comunali e provinciali.

La riunione in chiesa

La riunione non si è tenuta in una sala comunale, ma in chiesa. Non per scelta religiosa, ma per necessità: la saletta della parrocchia non bastava a contenere le persone accorse, troppe per quello spazio.

Così, in un territorio segnato dal disastro ambientale, la chiesa è tornata a essere ciò che spesso diventa nei momenti di crisi: un luogo di incontro civile prima ancora che spirituale.

Dal punto di vista sociologico, il messaggio è chiaro. Quando le amministrazioni faticano – o si mostrano riluttanti – a mettere a disposizione spazi pubblici di confronto, la comunità si riorganizza dove può. E i luoghi simbolici, come le chiese, finiscono per colmare un vuoto lasciato dalle istituzioni, trasformandosi in piazze improvvisate in cui cittadini, paure e domande trovano voce. Ed è proprio ai parroci, in particolare a don Mauro, che è stato dedicato l’applauso di ringraziamento.

“Il muro del silenzio è incrinato”

“Eravamo così tante e tanti che, a pochi minuti dall’inizio, è stato necessario spostare l’assemblea pubblica in chiesa per riuscire ad accogliere tutte le persone presenti. E’ stato emozionante e racconta più di mille parole”, sottolinea il Comitato Stop Solvay.

“La partecipazione di ieri è il frutto di anni di mobilitazione, di studio e lavoro instancabili, di ostinazione – continuano –  di legami costruiti nel tempo. Un tempo in cui ci dicevano di lasciare perdere, che era inutile… Le donne e gli uomini che hanno affollato la parrocchia di Spinetta Marengo sono il segno che il muro di silenzio, rassegnazione e assuefazione che ha avvolto questo territorio per troppo tempo si è finalmente incrinato”.

Non è un punto di arrivo, sottolineano gli attivisti. “È l’inizio di una nuova fase, fatta di percorsi condivisi, di soggetti diversi che scelgono di camminare insieme dentro un nuovo spazio comune che abbiamo deciso di chiamare ‘Ce l’ho nel sangue’. Perché ci unisce il veleno che abbiamo nei corpi, ma anche la determinazione ad ottenere giustizia per la Fraschetta e per tutto l’alessandrino”.

“Quello che abbiamo visto ieri sera – ha dichiarato Lorenza Neri, portavoce del Comitato Stop Solvay- ci dice che questa comunità non è più disposta a restare sola e in silenzio. È una responsabilità enorme, ma anche una spinta potente: da qui in avanti dobbiamo continuare insieme, senza arretrare di un passo né scendere a compromessi.”

La prima udienza del processo

“Il prossimo momento cruciale – concludono – sarà la prima udienza del processo, un appuntamento decisivo. Ci aspettiamo che non venga nuovamente rinviata: sarebbe l’ennesima mancanza di rispetto verso una comunità che da anni chiede risposte, verità e giustizia”.

Articoli correlati
I Comitati alessandrini ‘No Pfas’ incontrano l’onorevole Guarda: “Dobbiamo fare rete”
Cronaca, Video
Dossier Spinetta
L'europarlamentare veneta ha preso atto dei sentimenti della popolazione, che chiede alla politica di non voltarsi dall'altra parte
di Monica Gasparini 
1 Ottobre 2025
ore
15:51
SAN MICHELE - I Comitati alessandrini 'No Pfas' hanno fotografato ancora una volta la situazione del...
Leggi di piú
Leggi l'ultima edizione