Elisoccorso: oltre 3mila interventi nel 2025, con l’impiego di infermieri e medici anestesisti-rianimatori
Cronaca
Monica Gasparini  
15 Gennaio 2026
ore
20:17 Logo Newsguard
Il bilancio

Elisoccorso: oltre 3mila interventi nel 2025, con l’impiego di infermieri e medici anestesisti-rianimatori

Andrea Mina, direttore della centrale operativa 118 di Alessandria: «Un lavoro di squadra che ogni giorno integra competenze sanitarie, tecniche e operative ad altissimo livello»

ALESSANDRIA – Sono stati 3.269 gli interventi complessivi dell’Elisoccorso Piemonte nel 2025. Con l’impiego di 68 infermieri e 60 medici anestesisti-rianimatori e dell’emergenza-urgenza, affiancati dal personale tecnico di elisoccorso, dalle unità cinofile da valanga e dal personale aeronautico.

«Un bilancio che racconta di un servizio in continua evoluzione, capace di coniugare competenza, innovazione e lavoro di squadra. E con un unico obiettivo: raggiungere il paziente nel minor tempo possibile, ovunque si trovi e condurlo nel più breve tempo possibile alle cure ospedaliere definitive». Queste le parole dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi.

 

“Interventi rapidi e altamente specializzati”

Come afferma Andrea Mina, da pochi giorni confermato direttore del Servizio regionale di Elisoccorso, afferente ad Azienda Zero, e direttore della centrale operativa 118 di Alessandria, si tratta di «un lavoro di squadra. Che ogni giorno integra competenze sanitarie, tecniche e operative ad altissimo livello. E nel 2025 il servizio di Elisoccorso ha confermato il proprio ruolo strategico nel sistema dell’emergenza-urgenza. Garantendo interventi rapidi e altamente specializzati su tutto il territorio regionale, comprese le aree montane e più difficilmente raggiungibili».

Dal punto di vista clinico il 43% degli interventi ha riguardato codici rossi e il 45% codici gialli. Le patologie trattate sono state soprattutto di tipo traumatico (60%), seguite da quelle cardiocircolatorie (11%) e neurologiche (10%). Confermando il ruolo dell’elisoccorso come risorsa fondamentale nelle reti tempo-dipendenti.

Il 18% delle missioni è avvenuto in ambiente montano, spesso con l’impiego del verricello e in situazioni complesse. Che richiedono preparazione, addestramento continuo e una perfetta integrazione tra gli equipaggi sanitari, il Soccorso alpino e speleologico e, nei mesi invernali, con le unità cinofile per la ricerca in valanga.

 

 

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