Vicenzaoro January 2026: 82 aziende piemontesi protagoniste nel business hub internazionale del gioiello
Fino a martedì 20 gennaio oltre 1.300 brand espositori a Vicenza. Il Piemonte in fiera con 82 aziende, guidate dal distretto orafo di Valenza, in una manifestazione che riunisce buyer e operatori da tutto il mondo
VICENZA – Ha preso il via oggi Vicenzaoro January 2026, uno degli appuntamenti di riferimento a livello mondiale per il settore orafo-argentiero-gioielliero. La manifestazione, ospitata nel quartiere fieristico di Italian Exhibition Group fino a martedì 20 gennaio, apre ufficialmente il calendario internazionale delle fiere di settore.
Con un sold-out consolidato di oltre 1.300 brand espositori, Vicenzaoro si conferma business hub internazionale del gioiello. Un luogo di incontro tra produzione, distribuzione, innovazione e mercati globali. In primo piano il Piemonte, presente con 82 aziende, capitanate dalle eccellenze del distretto di Valenza, uno dei poli più importanti della gioielleria italiana.
Una fiera sempre più internazionale
Il profilo globale della manifestazione è confermato dai numeri. Il 40% degli espositori arriva dall’estero, con aziende provenienti da 30 Paesi, mentre grazie alla collaborazione con Ice Agenzia sono oltre 560 i buyer ospitati, in arrivo da 65 Paesi. In testa per presenze figurano Stati Uniti, Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti, a conferma dell’attrattività internazionale dell’evento.
GUARDA CHI SONO GLI ESPOSITORI PIEMONTESI
Vicenzaoro si colloca stabilmente nella top three delle fiere mondiali del gioiello, fungendo da piattaforma di connessione tra domanda e offerta, con tutti i distretti orafi italiani protagonisti accanto ai principali player internazionali.
Il settore tra presente e prospettive
In un contesto di assestamento dopo due anni eccezionali, le aspettative delle imprese restano caute ma complessivamente positive. Secondo l’Area Studi Mediobanca, in collaborazione con il Centro Studi di Confindustria Federorafi, il comparto orafo-argentiero-gioielliero dovrebbe chiudere il 2025 con una crescita dei ricavi del 5,8%.
Il 45% delle imprese prevede un miglioramento del fatturato rispetto al 2024, il 43% segnala una flessione, mentre il 12% stima una situazione stabile. Numeri che delineano un settore resiliente, attento ai cambiamenti dello scenario economico globale.