Alessandria: il furto di biciclette sotto gli occhi di tutti, ma uno solo ha il coraggio di non voltarsi
Cronaca
Monica Gasparini  
26 Gennaio 2026
ore
11:02 Logo Newsguard
La storia

Alessandria: il furto di biciclette sotto gli occhi di tutti, ma uno solo ha il coraggio di non voltarsi

I fatti sono accaduti una decina di giorni fa in piazza Garibaldi. Il testimone: "Il senso civico comincia da uno sguardo che non si abbassa"

ALESSANDRIA – Furto di bicilette in piazza Garibaldi. Il ladro è stato individuato e preso dalla Polizia grazie a un testimone. Succede alle 14.30, una decina di giorni fa, davanti alla filiale bancaria San Paolo, di piazza Garibaldi. C’è un uomo, giubbotto rosso e cappello nero, che lavora con calma, piegato sui lucchetti delle biciclette. Come se fossero sue, peccato che in mano abbia un tronchese. Il luogo è affollato, ma nessuno dice nulla: c’è chi finge di non vedere, altri, nonostante siano proprio lì, forse non se ne accorgono neppure. Così, in pochi minuti, il ladro – dopo aver armeggiato sulla rastrelliera – si allontana con due biciclette. Per mano ha due mountain bike da uomo e, tranquillo, si dirige verso via Savona. Da una parte il ladro, dall’altra l’indifferenza compatta.

Alessandria: il furto di biciclette sotto gli occhi di tutti, ma uno solo ha il coraggio di non voltarsi

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Qualcuno nota i furti

Qualcuno, però, si ferma. Osserva meglio ciò che sta accadendo. Perché quell’uomo, dopo aver sistemato le biciclette da qualche parte, torna indietro. E ricomincia e tagliare lucchetti. Questa volta, però, c’è un testimone che rompe il silenzio e compone il numero della Polizia. Rimane sul posto, collegato telefonicamente all’agente della Centrale, a cui spiega cosa sta succedendo. Intanto, la Volante della Polizia arriva. Il ladro è ancora lì. Sta cercando di rubare altre due bici dalla rastrelliera, questa volta da donna.

L’uomo viene fermato. Nel cestino dell’immondizia ci sono ancora i lucchetti tagliati. Il testimone fa la sua parte, consegna i documenti e racconta.

“Quello che è davvero sconcertante – ci spiega – è l’indifferenza di fronte a un fatto del genere. Ciò che colpisce di più, oltre a chi ruba è chi resta fermo. Il senso civico non è un concetto astratto né un eroismo. È la disponibilità minima a riconoscere che ciò che accade nello spazio pubblico riguarda anche noi. Voltarsi dall’altra parte, davanti a un reato palese, non è neutralità ma una scelta che contribuisce a rendere normale l’illegalità”.

Non serve intervenire fisicamente né mettere a rischio la propria sicurezza. Basta un gesto semplice, segnalare, chiamare le forze dell’ordine, testimoniare. Il senso civico comincia lì: nel momento in cui smettiamo di pensare che “non è affar nostro” e accettiamo che una comunità funziona se non si resta indifferenti.

 

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